PORTOGALLO
La Chiesa invita a votare “no” al referendum che depenalizza l’aborto
Il prossimo 11 febbraio si terrà in Portogallo la consultazione referendaria sulla depenalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza. Già da tempo la Conferenza episcopale portoghese (Cep) si sta mobilitando a difesa della vita pubblicando note, testi e documenti invitando i propri vescovi a promuovere iniziative in vista del voto. Un tema, quello dell’aborto, già sottoposto a votazione referendaria nel 1998, che non ha mai smesso di essere al centro della discussione politica al punto da “giustificare pienamente una nuova consultazione popolare” secondo le parole del presidente della Repubblica portoghese Aníbal Cavaco Silva. Il quesito referendario sarà: “concorda con la depenalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza, se realizzata, per scelta della donna, nelle prime 10 settimane, in un istituto di salute legalmente autorizzato?”. In vista del voto si moltiplicano le iniziative della Chiesa portoghese. “LA FANTASIA DELLA CARITÀ”. E’ di questi giorni la notizia che l’arcivescovo di Lisbona, JOSÉ DA CRUZ POLICARPO ha inviato una lettera aperta ai parroci e alle comunità cristiane del patriarcato, nella quale ribadisce che la dottrina della Chiesa sulla vita, inviolabile sin dall’iniziale concepimento, “obbliga in coscienza tutti i cattolici. Essi, per essere fedeli alla Chiesa, non devono assumere posizioni pubbliche contrarie al suo magistero”. Ha inoltre invitato i sacerdoti, durante le assemblee liturgiche, a limitarsi alla presentazione dei contenuti di tale insegnamento, poiché “la celebrazione liturgica non può essere considerata luogo adeguato a ribattere contrarie argomentazioni e all’analisi di fattori politici e sociologici del problema dell’aborto”. “Ciò non implica – ha tuttavia continuato il patriarca di Lisbona – che il parroco e la comunità cristiana non possano organizzare, in ulteriori momenti e spazi, dibattiti pubblici di chiarificazione, coinvolgendo operatori competenti di diversi settori sanitari e sociali”. In conclusione, il card. Policarpo ha ricordato che la risposta cristiana al rifiuto del comandamento divino “non uccidere” “nel perdono, nella richiesta di aiuto a Dio”, e nell’applicazione di ciò che Giovanni Paolo II ha chiamato ‘fantasia della carità’: “Dire no ad una legge che faciliti l’aborto, deve significare dire si alle esigenze dell’amore fraterno, inventando forme d’aiuto e solidarietà per tutte quelle donne per le quali la maternità divenga problematica e sia momento di disorientamento e tentazione”. ASSOCIAZIONI IN CAMPO. Mobilitazione in atto anche tra le associazioni: tra le numerose iniziative, il MOVIMENTO APOSTOLICO DI SCHOENSTATT di Lisbona ha lanciato un progetto chiamato “La vita nelle tue mani”. Lo scopo è sollecitare “una campagna di preghiera e di illuminazione delle coscienze, che possa aiutare una vittoria della vita” nel Paese. Dal 5 dicembre 2006, 300 missionari sono impegnati a portare immagini della Vergine Pellegrina a persone o famiglie che a loro volta si impegnano a pregare ogni giorno attraverso la Preghiera per la Vita scritta da Giovanni Paolo II. La campagna, alla quale partecipano circa 4.500 persone, è stata consacrata alla “Madre Tre Volte Ammirabile” di Schoenstatt, nel Santuario di Lisbona. In questo tempio la campagna si concluderà il 4 febbraio, con il ritorno delle immagini sacre e l’incoronazione della Vergine Pellegrina come Regina della Vita. Gli organizzatori hanno preparato inoltre una newsletter, basata sulla nota della Cep, che spiega gli obiettivi della campagna ed argomenta le ragioni fondamentali per votare per la vita. Include anche la testimonianza di una madre di un bambino affetto dalla sindrome di Down che ha avuto la possibilità di praticare l’aborto ma lo ha rifiutato. La lettera cerca di rispondere agli argomenti che attualmente si dibattono nella società: l’embrione è già un essere umano ed ogni violenza contro di lui pertanto “è sempre una violenza ingiusta”; la misura sottoposta a referendum non è una “depenalizzazione bensì una liberalizzazione legalizzata” dell’aborto; l’aborto è una mancanza grave non solo per la morale cattolica ma anche rispetto ai “valori universali di rispetto per la vita”. Quanti vogliono aderire alla Campagna di preghiera sono invitati a scrivere al seguente indirizzo: avidanastuasmaos@gmail.com. Una marcia per la Vita è stata organizzata dall’ ASSOCIAZIONE PORTOGHESE DELLE FAMIGLIE NUMEROSE per domenica 28 gennaio a Lisbona. Il percorso, di 2 Km, sarà diviso in 7 tappe (concepimento, nascita, infanzia, adolescenza, gioventù, adulto, anziano). Alle diverse associazioni e movimenti che parteciperanno viene chiesto di responsabilizzarsi per una di queste tappe. Al termine sono previsti momenti di discussione e l’esecuzione dell’inno della Vita, con la partecipazione di numerosi artisti. Chi desidera partecipare a questa iniziativa può inviare un e-mail con oggetto: “Vogliamo aiutare il Portogallo/We want to help Portogallo”, a: direccao@apfn.com.pt (Associação Portoghese di Famílias Numerosi).