MALTA

Con lo sguardo a Sud

Il ministro degli Affari esteri maltese presenta un programma per l’Europa

“Malta è una piccola isola, ma con una posizione strategica. Siamo nel cuore dell’Europa mediterranea, gli unici nel continente a pregare Allah”. Così è intervenuto il ministro degli Affari esteri maltese MICHAEL FRENDO all’incontro a Roma con i giornalisti, venerdi 12 gennaio, nel primo di un ciclo di appuntamenti con personalità della politica internazionale promossi dalla Link Campus-Università di Malta. Erano presenti il rettore Vincenzo Scotti e il presidente dell’istituto di ricerca sociologica Eurispes Gian Maria Fara. “Malta ha una vocazione mediterranea – ha detto il ministro – e intende attuare questa vocazione nell’Ue”, assicurando che i Paesi del bacino mediterraneo, e soprattutto del Sud, siano “al centro delle attenzioni e nelle priorità nell’agenda dell’Ue”. “Fino ad oggi, nella politica europea ha prevalso la posizione nordista, razionalista e individualista”, ha affermato. “Bisogna tornare a investire sul meridione, in una cultura della solidarietà e dell’accoglienza”. Quattro i temi in discussione, tra le “grandi sfide dell’allargamento del continente”: la costituzione europea, i flussi migratori (in particolare, tra Libia, Malta e Italia), la situazione in Medio Oriente, l’ingresso della Turchia. NEL CUORE DELL’EUROPA. “Con l’aiuto di Paesi più grandi e più forti, come l’Italia, Malta si propone come cerniera tra il mondo europeo e il mondo arabo, per realizzare la propria vocazione mediterranea nell’Ue”, ha detto Frendo, che, dopo aver definito “positiva” la decisione degli Stati euro-mediterranei di riunirsi nei primi mesi di ogni presidenza di turno, ha annunciato che proprio nell’isola di Malta, i prossimi 1 e 2 febbraio, si terrà il terzo meeting di otto ministri degli Esteri dei Paesi che si affacciano sul mare nostrum : Italia, Francia, Slovenia, Croazia, Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro. Si discuterà di sicurezza energetica e fonti alternative, crisi ecologica e cambiamento del clima, futuro dell’Europa, questione medio-orientale, politiche di sviluppo e processi di democratizzazione, immigrazione, lotta all’illegalità”. “Non vogliamo costituire un club – ha precisato il ministro – ma garantire che la prospettiva baricentrica euro-mediterranea rimanga in primo piano nella coscienza europea, non come vuota dichiarazione d’interesse, ma con contenuti concreti”. Frendo ha, quindi, spiegato che Malta proporrà alla presidenza tedesca dell’Ue la propria agenda di politica estera, già presentata, il mese scorso, alla presidenza finlandese. E ha riferito di avere inviato, il 2 gennaio, un memorandum in cui viene spiegata l’agenda dell’incontro di febbraio. “Ne ho parlato con Moussa e la Lega Araba si è mostrata entusiasta”, ha aggiunto il ministro. “Questo è il momento giusto per l’Europa di essere più presente con voce credibile nel mondo arabo”. L’AGENDA “MEDITERRANEA”. I temi. Per quanto riguarda la carta costituzionale europea, è parere del ministro che non occorrano modifiche al “trattato già discusso”, ma bisogna “partire dalla Convenzione dei diritti dell’uomo” e “trovare soluzioni che non pregiudichino quanto fatto finora”. In materia di migrazione, Frendo ha sottolineato l’importanza di una strategia “globale”. Le questioni da affrontare riguardano “la protezione ai rifugiati e politiche di assistenza, per le quali sono stati già stanziati 90mila miliardi di euro, il rimpatrio degli irregolari e il sostegno economico a chi decide di tornare nel proprio paese”. Sul Medio Oriente, il ministro ha dichiarato la necessità che l’Europa avvii “un dialogo politico con il mondo arabo”, rafforzando i rapporti con i Paesi moderati, per “dare un messaggio chiaro e sinergico agli estremisti”. Ma, “servono anche – ha detto – politiche di sviluppo e processi di democratizzazione nei paesi che non hanno uno Stato di diritto”. L’esperienza mostra, infatti, che “le elite politiche sono anche elite economiche”. E “il prezzo pagato alla mancanza di solidarietà sono gli estremismi e i conflitti”. Abbiamo sostenuto la domanda di adesione della Turchia e siamo favorevoli alla sua integrazione a condizione che rispetti tutti gli impegni”. Sulla Turchia, Malta è favorevole all’ingresso di Ankara nell’Ue. “Se riuscissimo ad avere una Turchia democratica e pluralista in Europa, sarebbe un successo”. Sulla questione cipriota, il ministro ha ribadito la necessità che la Turchia rispetti il protocollo di Copenaghen, riconoscendo Cipro e mantenendo normali relazioni politiche e commerciali. “Tolleranza zero” in materia di diritti umani e libertà civili. “Ci auguriamo – ha concluso Frendo – di costruire un’Europa forte”. E anche, di “avere una Italia forte in Europa”. I maltesi sono “vicini nella cultura e nella lingua”. Con l’Italia, si possono “avviare progetti comuni” e “fare tante cose per il Sud europeo e a favore della centralità mediterranea”.