Gran Bretagna: “no” alle adozioni per i gay

L’arcivescovo di Westminster e Primate della Chiesa in Inghilterra, il card. Cormac Murphy O’Connor, ha chiesto al governo, con una lettera inviata al premier, Tony Blair ed al suo governo, di esentare le agenzie cattoliche di adozione dal rispetto della legge dell’uguaglianza che entrerà in vigore il prossimo mese di aprile, che obbliga ad includere le coppie dello stesso sesso come possibili adottanti di bambini. Lo stesso ha fatto l’arcivescovo Mario Conti, vicepresidente della Conferenza episcopale scozzese, che ha ribadito le posizioni del cardinale. Secondo Murphy O’Connor, “obbligare le agenzie a considerare l’adozione da parte di coppie omosessuali sarebbe agire in contrasto agli insegnamenti della Chiesa cattolica”. Perciò sarebbe “una discriminazione illogica, non necessaria ed ingiusta” che obbligherebbe queste agenzie ad agire contro la propria coscienza. Come spiega nella sua lettera, se la legge fosse accettata, la Chiesa si vedrebbe obbligata a chiudere queste agenzie cattoliche per le adozioni, e sarebbe “una tragedia non necessaria”. Perciò esorta le autorità a permettere che queste agenzie possano continuare a realizzare il proprio lavoro. “Non c’è niente da perdere – conclude il porporato – ed i bambini che aspettano una famiglia in adozione hanno molto da guadagnare con la nostra buona collaborazione”. Quello che preoccupa di più i vescovi scozzesi, secondo quanto si legge nella lettera di mons. Conti, è che nella fase di elaborazione della legge il governo aveva assicurato che sarebbero stati realizzati tutti gli sforzi possibili per proteggere la posizione dalle agenzie cattoliche. Pertanto la normativa sarebbe un tradimento a questo impegno.