Cristiani e attese della società

“Oggi, che il mondo sempre più secolarizzato ci chiama alla predicazione e alla testimonianza comune, le parole di nostro Signore risuonano più forti. Non bisogna più aspettare. Il tempo passa e occorre impiegarlo per difendere i valori morali e costruire un mondo più giusto”. Così l’arcivescovo di Mosca Tadeusz Kondrusiewicz, al termine dell’incontro ecumenico che si è svolto lo scorso 25 gennaio, a conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, nella cattedrale moscovita dell’Immacolata concezione di Nostra Signora. Al meeting, che si è aperto con una celebrazione liturgica presieduta dal primate della Chiesa cattolica russa, hanno preso parte rappresentanti della Chiesa ortodossa russa, della Chiesa apostolica armena, della Chiesa degli avventisti del settimo giorno, dell’Unione russa per le Chiese battiste, e alcuni pastori delle Chiese evangelico-luterane. Oggetto di confronto, l’attuale condizione della società russa, le sfide e i rischi del nuovo secolo. Unanime l’approvazione alla Chiesa cattolica in Russia per aver voluto celebrare la Settimana di preghiera: “un’idea che merita di essere sostenuta” l’ha definita il prete ortodosso Alexander Vasiytin, mentre l’avventista Victro Vitko ha espresso gratitudine agli organizzatori “per sollecitare in noi l’impegno verso l’unità”. Per un prete della Chiesa apostolica armena “è importante riunirsi contro il male”. Il vescovo Sergei Ryakhovskij ha sottolineato la necessità di “un impegno congiunto con i fedeli delle diverse denominazioni per difendere il diritto alla libertà della fede”.