FRANCIA
Le Giornate cristiane per la comunicazione (29 gennaio – 4 febbraio)
“La sfida è creare nuove relazioni tra educazione e media per consentire ad ogni bambino di crescere e non di subire”: così mons. JEAN-MICHEL DI FALCO, vescovo di Gap e presidente del Consiglio per la comunicazione della Conferenza episcopale francese, commenta il tema delle Journées chrétiennes de la communication (Giornate cristiane per la comunicazione, Jcc) “I bambini e i media: una sfida per l’educazione”, quest’anno, per la prima volta, lo stesso della XLI Giornata mondiale per le comunicazioni sociali che si svolgerà nel prossimo mese di maggio. Nel suo Messaggio per le Giornate francesi, in corso nel Paese dal 29 gennaio al 4 febbraio, mons. Di Falco si chiede se “nel rigurgito dei messaggi diffusi ogni giorno vi sia spazio per la libertà, la responsabilità, la presa di coscienza”. CRESCERE, NON SUBIRE . “La crescente influenza della comunicazione e lo sviluppo di mezzi sempre più potenti pone di fronte ad aspetti positivi ma, al tempo stesso, talvolta anche perversi e difficili da gestire” osserva il presule. “I mezzi e gli strumenti della comunicazione fanno parte dell’universo dei giovani” e influenzano “”il loro modo di vivere, pensare, amare, crescere, lavorare” tuttavia, per il vescovo, “la comunicazione autentica non è lo strumento ma il messaggio”; la sfida è, allora, quella di “creare nuove relazioni tra educazione e media per consentire ad ogni bambino di crescere e non di subire”. Una sfida nella quale “giocano un ruolo di primo piano i genitori”, osserva mons. BERNARD BARSI, arcivescovo di Monaco e membro del Consiglio per le comunicazioni della Cef, convinto che “per educare i bambini al senso critico e renderli consapevoli dei pericoli di Internet, in particolare violenza e pornografia, occorra una presa di coscienza da parte dei genitori. Non si tratta – precisa – di dichiarare guerra a questi strumenti, ma di valorizzarne gli aspetti positivi”.EQUILIBRIO DI VITA. Partendo dal richiamo di Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata mondiale (l’educazione ai media esige la formazione all’esercizio della libertà), mons. ANDRÉ DUPLEIX, segretario generale aggiunto della Cef, insiste sull’importanza di “educare i giovani al discernimento nell’utilizzo dei mezzi quasi illimitati messi loro a disposizione dalle nuove reti della comunicazione”. “Poiché essa è sempre più immediata e planetaria, i nati di oggi, domani non avranno più lo stesso rapporto che abbiamo noi con gli avvenimenti e con la storia; tuttavia – nota il presule – ciò non significa che dobbiamo rinunciare alla nostra responsabilità educativa nei loro confronti”. Qual è, allora, l’impegno contenuto nella connotazione “cristiane” alle giornate per la comunicazione? “Si tratta, in particolare – spiega mons. Dupleix -, di permettere che il riferimento costante al Vangelo sviluppi e mantenga vivo in noi il discernimento sui mezzi utilizzati, la verità e la qualità delle relazioni instaurate, l’equilibrio di vita che dobbiamo apprendere e proporre ai bambini e ai giovani”.LE INIZIATIVE. Come ogni anno, diverse iniziative scandiscono lo svolgimento delle Giornate, istituite in Francia all’indomani del Concilio Vaticano II. Le otto diocesi d’Ile de France, ad esempio, hanno organizzato un gioco su Internet al quale si sono iscritti circa 2mila bambini tra gli 8 e i 10 anni. Riuniti in piccoli gruppi in una parrocchia o in una scuola cattolica sotto la guida di alcuni animatori, domenica 4 febbraio essi dovranno rispondere in 50 minuti a 50 domande on line sulla catechesi, la Bibbia, le feste cristiane e la vita della Chiesa. Una giornata che si concluderà con la premiazione dei vincitori e un rinfresco. “Vogliamo far scoprire ai bambini – spiegano gli organizzatori – che essere cristiani può permettere loro di trascorrere un momento di festa a livello diocesano e, al tempo stesso, vogliamo dimostrare che la Chiesa sa utilizzare i mezzi di comunicazione in modo creativo”. A Évreux, la diocesi ha riunito nei giorni scorsi gli oltre 120 operatori della comunicazione (redattori dei bollettini, incaricati della comunicazione presso le parrocchie, équipes d’animazione locali) per una giornata in cui si sono alternati laboratori e testimonianze. “Dio comunica con tutti noi e si spinge oltre trasformando questa comunicazione in comunione” ha detto ai presenti il vescovo mons. CHRISTIAN NOURRICHARD, secondo il quale “la Chiesa non può esistere senza comunicazione. Evangelizzare è comunicare, mentre tacere sarebbe un peccato di omissione”. Ma, ha precisato, “se non vogliamo correre il rischio della frammentazione, è importante sapere con chiarezza dove ci collochiamo e in nome di chi parliamo”. E intanto, sul sito della diocesi di Angers (http://catholique-angers.cef.fr) è stato pubblicato un “prontuario”: sette consigli per insegnare ai genitori ad “accompagnare serenamente” i propri figli nella rete.