BIOETICA
Le implicazioni etiche nell’applicazione delle terapie innovative non vanno eluse
“Creare principi condivisi, cercando di conciliare un alto livello di sicurezza con la protezione della salute”: sono questi gli obiettivi che si prefigge la commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento europeo, che sta lavorando a una legislazione sulle cosiddette “terapie avanzate”. La stessa commissione ha approvato una relazione del deputato popolare slovacco Miroslav Mikolasik, che fa seguito alla proposta legislativa della Commissione Ue. Si tratta di un tema particolarmente delicato e controverso, sul quale è intervenuta anche la Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), tramite il segretario generale Noël Treanor, per richiamare i principi etici che “non possono essere elusi”. A QUALE PREZZO? In una nota del Parlamento (pubblicata il 2 febbraio sul sito www.europarl.europa.eu) si legge: “La medicina sta compiendo passi da gigante grazie all’ausilio delle nuove tecnologie e della scienza moderna. Terapia cellulare, genetica o ingegneristica tissulare rappresentano uno dei modi più concreti per ridare speranza a milioni di persone affette da cancro, malattie genetiche o ereditarie. Ma la scienza non si ferma e promette ulteriori passi in avanti. A quale prezzo?”. “Questo campo innovativo dall’immenso potenziale va definito con attenzione”. Per il Parlamento Ue “la mancanza di regole comuni a livello Ue lascia spazio a incertezze e a zone grigie pericolose”. L’Unione europea ritiene dunque necessaria una legislazione in materia di “terapie avanzate”: a ciò si ricollega l’approvazione in commissione della relazione Mikolasik. Il testo approvato il 30 gennaio, “che emenda una direttiva e un regolamento sui medicinali per terapie avanzate e legifera in un ambito dove spesso la mancanza di regole blocca di fatto la ricerca, mira a creare principi condivisi, cercando di conciliare un alto livello di sicurezza con la protezione della salute”. Secondo Mikolasik, “questo nuovo regolamento introdurrà per la prima volta un quadro regolamentare europeo per questi prodotti medicinali così innovativi, specifici e complessi”. Il relatore d’altro canto si premura di precisare che “la nuova legislazione non toccherà aree in cui è coinvolta l’etica, come nel caso delle cellule embrionali o la terapia cellulare germinale”. Il testo dovrebbe essere votato dalla plenaria dell’Europarlamento nella sessione di marzo.NESSUNA DEROGA AI DIRITTI FONDAMENTALI. I vantaggi che deriverebbero dall’attuazione di un regolamento europeo unico per autorizzare le terapie innovative, come l’ingegneria tissulare, la terapia genica o cellulare somatica sono evidenti, ma ci sono delle questioni etiche importanti che non possono essere eluse. Ad affermarlo è il segretario generale della Comece, la commissione degli episcopati della comunità europea, mons. Noël Treanor che commenta così la proposta di regolamento concernente le terapie innovative adottata dalla Commissione per l’ambiente, la sicurezza alimentare e la sanità. Questo regolamento, secondo Treanor, “deve garantire una valutazione scientifica della qualità, della sicurezza e dell’efficacia dei prodotti sulla base di standard elevati e nel contempo permettere ai pazienti di accedere tali terapie il più rapidamente possibile”. Tuttavia non deve derogare dal rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell’uomo e di altre dichiarazioni simili. Ribadisce, infatti, il segretario della Comece: “il divieto di utilizzare il corpo umano o parti di esso per profitto deve essere garantito dal regolamento”, così come “la proibizione di ogni intervento per modificare il patrimonio genetico. Deve essere chiaro che la creazione di esseri ibridi o di chimere (ibridi da innesto) non potrà ricevere l’autorizzazione europea”. “E’ spiacevole che il rapporto adottato dalla Commissione per l’ambiente del parlamento europeo – lamenta il segretario generale della Comece – escluda simili questioni etiche”. Tuttavia Treanor saluta con favore la proposta, contenuta sempre nel rapporto, “di escludere dal campo di applicazione del regolamento le terapie risultanti da cellule embrionali o fetali umane” e la volontà della Commissione europea che tale “regolamento non entri in conflitto con le decisioni degli Stati membri circa l’uso di cellule staminali embrionali”. “La sovranità nazionale degli Stati membri è da rispettare – afferma – e a questo scopo è necessario che l’applicazione del principio di sussidiarietà per le regole etiche nazionali sia stabilita nel regolamento”. “Parlamento e Consiglio – conclude Treanor – sono chiamati a dibattere questioni etiche con la serietà e il rispetto necessari. Nelle discussioni in seno alla Commissione per l’ambiente si ha spesso l’impressione che il solo termine ‘etico’ sia sufficiente a provocare in alcuni eurodeputati vive reazioni, impedendo un dibattito costruttivo. Perché il progetto europeo sia credibile una discussione seria, rispettosa e costruttiva è necessaria”.