“Siamo profondamente delusi che non si conceda nessuna eccezione alle nostre organizzazioni e non si difendano così i principi religiosi” afferma il card. Murphy-O’Connor, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, in una dichiarazione dopo la decisione del Primo ministro di non concedere nessuna eccezione alle organizzazioni cattoliche negli adempimenti della legge sull’adozione dei bambini. I vescovi e gli altri leader religiosi avevano lanciato numerosi appelli chiedendo al governo che le agenzie cattoliche di adozione fossero esentate dal rispetto della legge sull’uguaglianza 2006. Secondo questa legge, che dovrà entrare in vigore in aprile, dopo l’approvazione del Parlamento il mese prossimo, viene proibita la discriminazione in base all’orientamento sessuale, nella provvista di beni, benefici e servizi, e si esige quindi che le agenzie cattoliche considerino le coppie formate da individui dello stesso sesso come potenziali genitori adottivi. Il Primo ministro ha concesso alla Chiesa un periodo di esenzione di 21 mesi per applicare la legge. “Questo dibattito “ha toccato temi cruciali per il bene comune della nostra società – afferma il cardinale O’Connor -. Noi crediamo che sia un compito urgente arrivare ad un nuovo consenso su come possa essere meglio protetto il ruolo pubblico delle organizzazioni religiose e mantenuti i loro diritti”. Il cardinale sottolinea che viene apprezzato “il desiderio espresso dal Governo, che l’esperienza e l’eccellente lavoro delle nostre organizzazioni non si perda, specialmente a beneficio dei bambini bisognosi”, e ripete l’auspicio dei vescovi: “Una parte importante della tradizione cattolica è quella di lavorare costruttivamente con il Governo in una cooperazione mutuamente rispettosa, nella quale noi possiamo agire con fiducia ed integrità al servizio dal bene comune”.