Una 96enne candidata al Nobel per la pace

Irena Sendler, oggi 96enne, che durante l’occupazione nazista della Polonia ha salvato dal ghetto di Varsavia oltre 2500 bambini ebrei, è uno dei candidati al premio Nobel per la pace. A partire dall’autunno del 1940, la Sendler, travestita da infermiera della Croce Rossa, ha portato nel ghetto di Varsavia, dove erano rinchiusi circa 440mila ebrei, viveri, medicine e denaro. Dal 1942 ha coordinato gli aiuti ai bambini del ghetto nell’ambito di un’organizzazione clandestina dell’Armata nazionale polacca (Armia Krajowa) denominata “Zegota”. Non vi sono dati certi riguardanti il numero dei morti nel ghetto di Varsavia. Alcune fonti indicano però che giornalmente, nell’estate del 1941 vi morirono almeno 500 bambini. Quando, nella seconda metà del 1942 i nazisti iniziarono lo sgombero del ghetto deportando i suoi abitanti nei campi di stermino, la Sendler cercò di salvare il maggior numero possibile di bambini affidandoli sotto falso nome a famiglie polacche, orfanotrofi e conventi. I documenti veri, nascosti in bottiglie interrate, si sono conservati e alla fine della guerra sono stati riconsegnati ai titolari. Nel 1943 Irena Sendler è stata arrestata dalla Gestapo e condannata a morte. Tuttavia, grazie al riscatto pagato dall’organizzazione “Zegota” è stata rilasciata, ma fino alla conclusione della guerra si è dovuta nascondere falso nome. In seguito si è impegnata nell’aiuto ai bambini orfani e alle persone anziane, vittime del nazismo. Nel 1965 l’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme le ha conferito il titolo di Giusto tra le Nazioni e nel 1991 ha ricevuto la cittadinanza onoraria dello Stato di Israele.