Bulgaria: non dimenticare le infermiere in Libia

Il 9 febbraio in tutta la Bulgaria si sono svolte manifestazioni di solidarietà con le cinque infermiere ed il medico palestinese condannati a morte dal tribunale libico e reclusi in prigione da otto anni nel Paese africano. Ortodossi, cattolici, protestanti, musulmani, armeni ed ebrei per prima volta hanno pregato insieme per chiedere la loro liberazione. Tutti i bulgari portavano un distintivo con i colori della bandiera nazionale e la scritta dello slogan della campagna di solidarietà, iniziata subito dopo la seconda condanna di morte, pronunciata dal Tribunale di Tripoli dicembre scorso. Simili manifestazioni si sono svolte in tutto il mondo, anche a Roma la comunità ortodossa bulgara si è riunita in preghiera nella chiesa dei santi Vincenzo ed Anastasio. Durante la manifestazione nella città di Russe nella preghiera il parroco della cattedrale padre Walter Gora ha ribadito che solo Dio dona e toglie la vita. “Noi non possiamo accettare questa sentenza del tribunale -ha detto al Sir – prima di tutto perché come Chiesa cattolica siamo assolutamente contro la pena di morte e molti movimenti cattolici lottano incessantemente contro la pena di morte. Perciò l’iniziativa vuole dire al mondo che queste persone recluse da anni in Libia meritano un giusto processo e non devono essere capri espiatori per sbagli di altri”.