PARLAMENTO EUROPEO
Nella sessione plenaria di Strasburgo si discutono temi importanti della vita degli europei
Il Parlamento europeo, oltre a condividere il potere legislativo con le altre istituzioni dell’Ue, vigila sul bilancio comunitario, si esprime sulla composizione della Commissione e controllo l’azione dell’Esecutivo, e – ruolo essenziale – rappresenta la voce dei cittadini in sede Ue. Nei suoi palazzi di Strasburgo e Bruxelles si discute di tutto: della politica attuata dai 27, delle più urgenti questioni economiche e sociali che investono il vecchio continente, dei problemi e degli avvenimenti che avvengono al di là dei confini comuni. La sessione plenaria del 12-15 febbraio conferma il ruolo di “arengo democratico” dell’Europarlamento, dove i deputati dei vari Paesi e dei diversi partiti danno vita a serrati dibattiti prima di passare al consueto voto decisionale. LA SITUAZIONE DELLE DONNE IN TURCHIA. Nell’aula di Strasburgo è arrivata ad esempio in questa sessione la relazione della deputata olandese EMINE BOZKURT , secondo cui, “nonostante i progressi compiuti, alla Turchia resta ancora molto da fare per garantire i diritti delle donne”. Non si tratta di una osservazione fine a se stessa, dato che “il rispetto di tali diritti è condizione essenziale per l’adesione all’Ue”. La relazione rileva che il quadro giuridico in tale materia nel grande paese eurasiatico è “in generale soddisfacente”, ma allo stesso tempo ne viene sottolineata l'”imperfetta attuazione”. Da qui la sollecitazione ad Ankara affinché “acceleri l’attuazione della nuova legislazione sui diritti delle donne al fine di assicurare che essa vada di pari passo con quanto previsto dall’ acquis comunitario e venga applicata in modo efficace nella realtà pratica”. Più precisamente viene deplorato il fatto che “in alcune zone sud-orientali della Turchia le bambine non vengano registrate alla nascita”, impedendo “di contrastare i matrimoni coatti e i delitti d’onore”. Il testo della Bozkurt insiste sull’urgenza di porre termine alle violenze sulle donne, invoca “quote rosa” per una loro maggior presenza nella vita politica, fa appello alle istituzioni educative e scolastiche per una reale emancipazione femminile. Campanelli d’allarme anche in materia di poligamia e contro le discriminazioni nel mercato del lavoro. LOTTA AL TERRORISMO, SENZA DEMONIZZARE L’ISLAM. “La lotta al terrorismo costituisce una priorità per l’Unione europea”. La relazione del rappresentante spagnolo LUIS YAÑEZ-BARNUEVO GARCÍA si concentra invece sulla “politica di prevenzione, protezione e repressione proattiva contro il terrorismo, nel rispetto dei diritti fondamentali”. Da questo punto di vista è necessario “favorire il dialogo interculturale” nei paesi aderenti, vietare ogni forma di incitamento alla violenza ed “eliminare i motivi del reclutamento” di nuovi terroristi. Accanto a queste valutazioni di tipo sociologico e culturale, spiccano però precise richieste al Consiglio Ue e ai governi nazionali, affinché si agisca in maniera coordinata tra le forze dell’ordine e i servizi di intelligence. Nella relazione si condivide il punto di vista del Consiglio, secondo il quale “la minaccia più grave per l’Europa in questo momento proviene dai gruppi radicali violenti che pretendono di difendere l’islam, come la rete criminale Al Qaeda”. Ma il testo discusso dagli europarlamentari sostiene allo stesso tempo che “demonizzare qualsiasi cultura, civiltà o religione in nome della lotta contro il terrorismo costituisce un errore che può avere effetti controproducenti”. Dunque la ricetta prevede da una parte la battaglia repressiva “a livello globale” contro ogni cellula terroristica, dall’altra un “dialogo costruttivo e serio tra popoli e nazioni” che “tenga conto delle rispettive concezioni e preoccupazioni”. RIFIUTI SOTTO CONTROLLO; RIFORMA MERCATO DEL VINO. Nell’opinione pubblica europea talvolta sfugge il fatto che l’Assemblea affronta anche temi di estrema concretezza, che vanno a incidere sulle legislazioni nazionali e, in ultima analisi, sulla vita quotidiana dei cittadini. Proprio questa settimana l’Aula ha esaminato, per esempio, la direttiva volta ad attualizzare la normativa sui rifiuti, “con l’obiettivo di ridurre il loro impatto ambientale”. CAROLINE JACKSON , deputata inglese, ha steso una relazione che insiste sulla “prevenzione”, chiedendo ai paesi Ue “una strategia tesa a modificare i consumi” per ridurre alla fonte la produzione di rifiuti e a “favorire la progettazione ecologica dei prodotti”. Tra gli obiettivi ipotizzati dalla Jackson, spicca la stabilizzazione della produzione di rifiuti entro il 2012 sui livelli del 2008. Il documento interviene inoltre sulla opportunità di ridurre drasticamente i quantitativi di rifiuti smaltiti in discarica, ritenuta la modalità che minaccia maggiormente la salute umana e l’ambiente. Alla relazione dell’esponente greca KATERINA BATZELI è invece affidata la definizione di una riforma del settore vitivinicolo europeo, che “permetta al settore di affrontare la crescente competizione internazionale”. Nel testo appaiono le richieste di una parziale liberalizzazione produttiva, di una migliore difesa delle indicazioni geografiche, di arricchire le produzioni con sostanze zuccherine.