ECUMENISMO
A Wittenberg, città di Lutero, la terza tappa verso l’Aee3
Si aprono domani, 15 febbraio, nella patria di Martin Lutero, a Wittenberg, in Germania (fino a domenica 18) i lavori di una nuova tappa prevista dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e dalla Conferenze delle Chiese europee (Kek) nel pellegrinaggio della Terza assemblea ecumenica europea (Aee3) che si terrà a Sibiu nel prossimo settembre. Il tema è “La luce di Cristo illumina tutti. Riscoprire il dono di luce che il vangelo di Cristo rappresenta per l’Europa oggi”. IL PROGRAMMA. L’incontro si aprirà con una preghiera ecumenica nella cattedrale di Wittenberg e una prima sessione (alla Leucorea University) in cui i relatori dovranno dare impulsi su “secolarizzazione come sfida per L’Europa”, con interventi di Grace Davie, anglicano, docente di sociologia e direttore del Centro di studi europei, Università di Exeter (Uk); l’arcivescovo ortodosso Jeremiasz di Wroclaw e Szczecin, (Polonia) e mons. Aldo Giordano, segretario generale del Ccce. Il venerdì, con le “Esperienze e preoccupazioni di oggi. Contributi dalla 2° tappa da diverse regioni d’Europa”, si ascolteranno alcune delle oltre 40 esperienze regionali che tra il gennaio 2006 ed oggi si sono realizzate, come tappe del cammino verso Sibiu. Seguiranno lavori di gruppo per formulare “La nostra risposta per L’Europa”. Sarà poi la volta di un tour della Riforma: le chiese locali invitano i partecipanti a unirsi a visite guidate per ripercorrere le tappe centrali della vita di Lutero. In serata ci sarà ancora spazio per ascoltare due impulsi sul contributo della teologia tedesca al movimento ecumenico. Il sabato, dibattito su “Quale visione abbiamo per l’Europa” per riflettere sulle sfide dell’espansione dell’Ue e sui paesi non membri dell’Ue. I partecipanti, inoltre, lavoreranno per definire il programma dell’assemblea Sibiu. La serata sarà dedicata a testimonianze di riconciliazione in Europa e a una preghiera sul tema “i martiri”. Domenica mattina ci sarà una celebrazione ecumenica comune di congedo. LA TERZA TAPPA. “Mentre a Roma (prima tappa verso Sibiu) si voleva mettere in luce il contributo che la Chiesa cattolica porta al movimento ecumenico, visitando alcuni luoghi simbolo della cattolicità e incontrando il Papa, in questa nuova tappa si mette in luce il contributo della Riforma. A Sibiu, in Romania nel settembre 2007 sarà il momento dell’ortodossia”: lo spiega SARAH NUMICO , collaboratrice Ccee che aggiunge: “Durante questo incontro i partecipanti porteranno avanti la riflessione su come ‘riscoprire il dono di luce che il Vangelo di Cristo rappresenta per l’Europa oggi'”. A Wittenberg infatti, sono stati invitati gli stessi 150 delegati che si erano ritrovati a Roma. Loro sono il “fil rouge” di tutto il processo, coloro che devono fare da ripetitori nei loro Paesi e nelle loro Chiese per suscitare in loco iniziative che accompagnino il processo europeo. “Nove – osserva Numico – sono in particolare gli ambiti che oggi in Europa interpellano i cristiani e che vengono approfonditi dai gruppi di lavoro (unità, spiritualità testimonianza, Europa, religioni, migrazioni, pace, giustizia, salvaguardia del creato), riprendendo gran parte dei temi che la Charta Oecumenica aveva messo a fuoco. Questi incontri vogliono essere innanzitutto una forte esperienza spirituale, un’occasione per celebrare insieme, per vivere la condivisione e la fraternità, per chiedere insieme il dono dell’unità”. NEL CINQUNTENARIO DELLA COMUNITÀ EUROPEA . Le tappe finali della Terza assemblea ecumenica europea cadono nell’anno in cui si celebrano i 50 anni dall’entrata in vigore dei trattati di Roma. “Due distinti percorsi – quello delle Chiese e quello degli Stati – su cui si procede a fatica, verso due diverse espressioni di ‘unità'”, riflette Numico, ad avviso della quale “per i cristiani è certamente più urgente lavorare per l’unità delle Chiese (perché più scandalosa ne è la divisione) che per quella degli Stati. Tuttavia non sono state risparmiate energie per cercare l’unità politica, sia a livello di Chiese nazionali, sia a livello europeo attraverso organismi come la Comece, nonostante le ripetute critiche alla perdita di riferimenti valoriali che si è verificata negli anni trascorsi dal progetto De Gasperi, Schumann, Adenauer”. L’obiettivo delle Chiese è “certamente più ardito e impegnativo, ma di sicuro successo, perché in prospettiva di fede le Chiese con il loro cammino sono chiamate a rendere visibile una unità che di fatto esiste già ed è piena”. Gli Stati hanno come meta “una ‘unione’ che a volte pare vacillare sotto il peso di forti interessi di parte o per la perdita della meta”. “Se nel loro cammino di riconciliazione i cristiani sapranno fare passi avanti significativi, a partire da Wittenberg, Sibiu e in ogni occasione di incontro ecumenico che in questo anno avranno – conclude Numico – la loro testimonianza non potrà che portare vantaggi e accelerazioni anche al cammino dell’Europa politica”.