PARLAMENTO EUROPEO

Il “miracolo” dei 27

Il discorso programmatico del nuovo presidente

“L’allargamento dell’Unione europea” fino a 27 Stati, “insieme alla riunificazione della Germania, rimangono per me il miracolo di questa generazione”. HANS-GERT POETTERING , eletto a gennaio presidente del Parlamento fino al 2009, ha rivolto il suo discorso programmatico ai deputati nel corso della sessione plenaria svoltasi dal 12 al 15 febbraio a Strasburgo. Una settimana intensa in cui l’Assemblea si è occupata, fra l’altro, delle presunte attività segrete svolte dalla Cia in Europa, del prossimo summit Ue di marzo sui temi economici e sociali, della gestione delle frequenze radio e tv e di alcuni problemi legati ai settori del vino e della pesca. RISCOPRIRE LE RADICI DELL’EUROPA. Nel suo intervento in emiciclo, Poettering ha fatto riferimento ai cinquant’anni di integrazione comunitaria e ha rilanciato la Costituzione quale “strumento necessario per superare i deficit attuali dell’Unione”. Ha quindi ribadito la centralità del Parlamento nell’architettura istituzionale Ue, preannunciando una riforma dell’organizzazione interna. Ma il presidente si è soffermato a lungo anche sulla “necessità di rispondere, insieme, alle sfide della globalizzazione”, di “riscoprire le radici dell’Europa e i suoi valori”, per poterli testimoniare e condividere con il resto del mondo. “Le nostre radici risiedono nella filosofia greca, nel diritto romano e nella tradizione giudaico-cristiana”, ha affermato; esse hanno modellato la “libertà, la legge e la democrazia” che contraddistinguono l’Europa di oggi, che “è un continente multiculturale e multireligioso”, dove è possibile vivere insieme nel segno “della tolleranza e della reciproca comprensione”. “CREARE LA CASA DELLA STORIA EUROPEA”. Poettering ha ricordato le molteplici “questioni aperte” che attendono al varco l’Ue: ha ribadito “l’importanza di un accordo di partnership con la Russia”, intimando però a Putin di “assicurare alla giustizia gli assassini della giornalista Ana Politkovskaya”; ha evocato i moniti derivanti ancora oggi dall’Olocausto; ha spiegato che l’Ue crede nella “possibile convivenza pacifica di israeliani e palestinesi”, due popoli cui assicurare una terra in cui vivere. Il politico tedesco ha elencato vari argomenti in cui l’Europa deve “essere in grado di agire”, per portare “risultati concreti” nella vita dei cittadini. Fra di essi: la sicurezza interna e la lotta al terrorismo, le migrazioni, la lotta ai cambiamenti climatici, l’energia e la competitività economica. Infine, parlando del cinquantesimo dei Trattati Cee, ha auspicato la creazione di “una casa della storia europea, che si dedichi a studiare e far conoscere le origini e l’opera di unificazione comunitaria”. VOLI E DETENZIONI CIA NELL’UE. Nel corso della plenaria, l’Europarlamento ha approvato la relazione finale della commissione che ha indagato sui voli Cia e i trasferimenti illegali di detenuti, sospettati di essere affiliati al terrorismo internazionale, dagli Stati Uniti verso paesi terzi, transitando dall’Europa. Il testo contiene anzitutto un’affermazione di principio: “il terrorismo va combattuto nel rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”. Con questa relazione (che ha raccolto 382 sì, 256 no e 74 astenuti), il Parlamento condanna “il fatto che paesi europei abbiano rinunciato al controllo sul proprio spazio aereo e sui propri aeroporti, chiudendo gli occhi nei confronti dei voli operati dalla Cia” (i servizi segreti Usa) e utilizzati “per il trasporto illegale di detenuti”. La commissione ha segnalato l’effettuazione, dal 2001 (dopo gli attentati dell’11 settembre) al 2005 (data di istituzione della commissione), di almeno 1.245 voli con scalo in aerostazioni europee o con sorvolo dello spazio aereo Ue. I deputati si attendono ora che “il Consiglio faccia pressione su tutti i governi interessati per dare una piena e accurata informazione” alle istituzioni comunitarie e, “dove necessario, avvii un’indagine indipendente”. UNA “ROAD MAP” PER LA COSTITUZIONE. L’Assemblea ha inoltre accolto il presidente della Repubblica italiana, GIORGIO NAPOLITANO : durante il suo discorso agli eurodeputati egli ha più volte auspicato il rilancio dell’integrazione. “Quel che unisce noi tutti – ha spiegato il capo di Stato – è il senso dell’appartenenza all’Europa come patrimonio comune di valori e di idee, di tradizioni e di speranze, e come progetto di costruzione di un nuovo soggetto politico e istituzionale che possa far fronte alle sfide dell’epoca in cui viviamo”. Interrogandosi sulle difficoltà attuali in cui versa l’Ue, Napolitano ha affermato che “si stanno pagando le conseguenze di uno scarso sforzo per associare i cittadini alle grandi scelte” dell’unificazione. Il presidente si è infine detto contrario a “rimettere mano” al testo del Trattato costituzionale, per evitare “tempi e risultati imprevedibili”, mentre ha espresso “piena fiducia” nella presidenza tedesca per la definizione di una “road map” che consenta di presentare il Trattato costituzionale prima delle elezioni europee del 2009.