La piattaforma “Não Obrigada”, l’aggregazione laica di maggiore visibilità della recente campagna referendaria per il “no” all’aborto, auspica che il risultato di domenica scorsa porti lo Stato ad appoggiare in modo più deciso anche la maternità. In tal senso, uno dei rappresentanti del movimento, il medico João Paulo Malta ha proposto che “lo Stato conceda alla madre di ciascun nascituro un sussidio superiore ai 500 euro”, cioè la cifra equivalente al costo di ogni aborto che sarà effettuato nelle strutture ospedaliere pubbliche che, secondo la dichiarazione del ministero della Salute portoghese, si aggirerà tra i 500 e i 750 euro. Egli ha affermato che la questione dell’aborto “non si deve considerare definitivamente risolta e continua a dividere la società, poiché la maggioranza dei portoghesi (56%) non si è pronunciata ed ha optato per l’astensione”. I rappresentanti della piattaforma hanno voluto sottolineare lo sforzo di chiarimento effettuato in tutto il Paese, “che ha confermato la reale dimensione nazionale della mobilitazione contraria alla legalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza”. In particolare, Isilda Pegado ha espresso la soddisfazione per “tale esercizio di cittadinanza, generatore di diversi movimenti civici completamente indipendenti dai partiti politici, che ha assunto – a suo parere – una dimensione senza precedenti nella storia della democrazia portoghese”. Ad esempio, tra le nuove azioni sorte in occasione del referendum, il progetto “vite con la vita” (www.vidascomvida.org), si prefigge di realizzare un ampio database con tutte le informazioni che possano offrire soluzioni ai problemi legati alla gravidanza e alla maternità: l’elenco delle istituzioni e il tipo d’aiuto da esse prestato, i luoghi e i contatti qualificati per ottenere aiuto, ed inoltre, la possibilità di usufruire di un contributo di tempo messo a disposizione da chiunque intenda partecipare con la propria opera di volontariato. “Il nostro impegno non si arresterà fino a che ci sarà anche una sola madre che per mancanza d’informazione e appoggio sia indotta a ricorrere all’aborto”, hanno dichiarato i promotori dell’iniziativa.