“Anno dopo anno i fedeli ungheresi sono sempre più generosi nell’offerta alle scuole cattoliche, perché è chiaro anche per loro che le nostre istituzioni soffrono uno svantaggio serio nel sistema dei contributi statali”: lo ha dichiarato il vescovo Pápai Lajos, incaricato per le scuole della Conferenza episcopale ungherese (Mkpk), in occasione della raccolta annuale nelle chiese che si è svolta il 25 febbraio. La raccolta dell’anno scorso era una somma equivalente a 380.000 euro, 16.000 euro in più rispetto all’anno precedente. Tra il 1950 e il 1990, durante il regime comunista, solo 8 scuole cattoliche erano considerate legali in Ungheria, su una popolazione di 10 milioni di abitanti, a maggioranza cattolica. Dopo la caduta del comunismo è iniziata la ricostruzione delle scuole, e oggi la Chiesa è responsabile del 4% dell’istruzione pubblica con 65 scuole materne, 100 scuole elementari, 56 licei, 34 scuole tecniche, e 54 collegi per studenti. La Chiesa cattolica si occupa anche dell’integrazione della minoranza zingara attraverso l’educazione. In tutto sono 65mila i giovani educati nelle istituzioni cattoliche da 5277 professori, tra cui 212 religiosi e preti.