Hanno preso il via le catechesi quaresimali del card. José Policarpo, patriarca di Lisbona. Un ciclo di sei incontri legati al tema: “Le ragioni del nostro credere”. La prima comunicazione, domenica scorsa, ha preso spunto dalla testimonianza dell’evangelista Giovanni I, 23: “Io sono voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore”. “Ho scelto quest’immagine biblica – ha detto il patriarca di Lisbona – poiché ritengo che la missione della Chiesa nella società contemporanea debba realizzarsi in una tensione amorosa nei confronti del mondo, senza però identificazione con esso, e che la natura del suo messaggio debba avere la capacità di sorprendere, aprendo la strada alla meraviglia della fede e della speranza”. Il “deserto”, in cui è necessario tracciare questi nuovi cammini, “non è identificabile solo con il carattere profano dell’attuale contesto socio-culturale, apparentemente sempre più indifferente alle esigenze spirituali del Regno di Dio – ha affermato il cardinale – ma il richiamo profetico coinvolge la Chiesa stessa in quanto popolo di battezzati, in cui una religiosità di tipo tradizionale non è capace di esprimere pienamente l’esigenza innovatrice della Pasqua”. “Il progressivo abbandono della pratica religiosa, il divorzio tra fede e morale, cioè la mancata coerenza di vivere secondo la fede professata, esigono una pastorale profetica che tracci i cammini per un’imitazione di Cristo, trasformatrice di vita”. Durante la Quaresima, il primate portoghese richiede ai cristiani un approfondimento delle motivazioni della propria fede: “Questa non è appena un sentimento o una tradizione; significa adesione dell’intelligenza e del cuore e trova fondamento e sostegno nella ragione”. Sebbene nella società siano presenti forze organizzate che mirano a relativizzare l’importanza dei valori cristiani, secondo Policarpo, “la principale minaccia per la Chiesa proviene dall’interno: dal logorio della convivenza della società, dall’usura del tempo, nell’incapacità di affermare la solidità razionale della proposta cristiana”. “È necessario recuperare il dibattito sulla verità e ripristinare la dignità della libertà, e mostrare che ci sono delle ragioni per credere, che la fede non fa violenza alla ragione e che quest’ultima, nella sua dinamica profonda, costituisce un’apertura a Dio e alla sua Parola” ha concluso il cardinale-patriarca di Lisbona.