FAMIGLIA
La recente proposta del ministro tedesco per la famiglia Ursula von der Leyen di triplicare il numero degli asili nido è stata accolta in vario modo, con una presa di posizione critica da parte di alcuni vescovi tedeschi. Sul tema si è pronunciato anche il card. Karl Lehmann, presidente della conferenza episcopale tedesca e vescovo di Magonza, con un commento sul giornale diocesano del 4 marzo. “È indubbio che oggi, per molte famiglie poter contare su un asilo nido per i propri bambini più piccoli rappresenta un aiuto importante. In molti casi, oggi entrambi i coniugi devono lavorare a tempo pieno. Non si può ignorare questa realtà”. Tuttavia, “deve esistere un’autentica libertà di scelta, ossia i genitori devono poter decidere se educare i bambini a casa e devono in tal caso essere sostenuti adeguatamente, senza che questa decisione venga indirettamente sminuita o addirittura scoraggiata. Sarebbe un errore gravissimo ritenere che i bambini vengano assistiti in modo ottimale solo se sotto la tutela dello Stato. Si passa rapidamente a collegare necessariamente l’asilo al compito di un’istruzione precoce, togliendo così i bambini alla famiglia ancora prima e in modo più radicale, senza che la famiglia stessa possa avere voce in capitolo. È dunque opportuno essere particolarmente vigili, poiché proprio qualora la nuova politica per la famiglia dovesse trovare il consenso ampio di cui necessita, occorre monitorare attentamente e criticamente un eventuale ritorno di ideologie imprudenti ma niente affatto innocue”. Secondo il cardinale “la nuova politica per la famiglia deve essere consapevole del fatto che può certamente aiutare a migliorare le condizioni generali per i giovani coniugi e le giovani famiglie ma che da ciò non deriva necessariamente e in modo automatico un aumento considerevole della natalità nella nostra società. A tal fine occorre infatti far rivivere e attivare ancor prima molti valori che lo Stato non può regolamentare”. In sostanza, nonostante tutti gli aiuti istituzionali e finanziari, ciò che conta “è l’atteggiamento dei genitori e l’incoraggiamento da parte delle parti sociali libere come le Chiese. Per poter ottenere questa integrazione di molti punti di vista e valori, costruendo al contempo una rete funzionante in cui naturalmente sono i genitori a decidere, occorre sensibilità e intelligenza, così come la capacità di vedere chiaramente le possibilità e i limiti di qualsiasi nuova politica per la famiglia”.