COMMISSIONE EUROPEA

Per i diritti fondamentali

Inaugurata il 1° marzo a Vienna l’Agenzia “contro tutte le discriminazioni”

“L’impegno della Commissione per promuovere il rispetto dei diritti fondamentali nell’Ue è totale. L’istituzione dell’Agenzia per i diritti fondamentali costituisce un passo avanti nel dotare l’Unione delle competenze necessarie per combattere con successo tutte le discriminazioni”. È stato inaugurato il 1° marzo a Vienna, alla presenza del presidente dell’Esecutivo JOSÉ MANUEL BARROSO , il nuovo organismo comunitario che ha preso il posto dell’Osservatorio dei fenomeni di razzismo e xenofobia. UNA RISORSA PER L’UE. “Quando sarà pienamente operativa – ha spiegato Barroso durante il taglio del nastro della sede viennese – l’Agenzia costituirà una risorsa valida per la Commissione e per le altre istituzioni Ue”. E, in risposta ai dubbi emersi circa la possibilità che l’Agenzia sia una “replica” di altre istituzioni già attive in questo settore (a partire dal Consiglio d’Europa e dalla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo), il politico portoghese ha aggiunto: “Considero l’Agenzia più un complemento che una forma di concorrenza al lavoro svolto in altre sedi”. In realtà l’Esecutivo “considera l’Agenzia una risorsa essenziale per offrire consulenza alle istituzioni comunitarie e agli Stati membri, sensibilizzare il pubblico e fornire informazioni e dati a sostegno del lavoro sui diritti basilari”. Alla cerimonia erano presenti anche Hans-Gert Pöttering, presidente dell’Europarlamento e Brigitte Zypries, ministro della giustizia della Germania, governo presidente di turno del Consiglio Ue. RUOLO E COMPETENZE. Anche il commissario alla giustizia, libertà e sicurezza, FRANCO FRATTINI , ha espresso il suo compiacimento per la creazione dell’Agenzia: “Dobbiamo promuovere i diritti fondamentali per ottenere un’Europa nella quale le persone siano integrate e vivano fianco a fianco, superando le ineguaglianze di genere, di razza e di altro tipo”. Il commissario ha puntualizzato: “I cittadini europei sostengono questo obiettivo; secondo una recente indagine, il 73% di essi vuole un maggior potere decisionale a livello comunitario per la promozione e la protezione dei diritti. L’Agenzia sarà una risorsa fondamentale” in tale direzione. Il nuovo organismo, ha lo scopo – secondo il regolamento interno – di “fornire alle istituzioni competenti della Comunità e agli Stati membri, nell’attuazione del diritto comunitario, assistenza e consulenza in materia di diritti fondamentali, in modo da aiutarli a rispettare pienamente tali diritti quando essi adottano misure o definiscono iniziative nei loro settori di competenza”. L’Agenzia sarà “un organo di raccolta e analisi dei dati con la capacità di formulare pareri”. Opererà su tutto il territorio Ue e sarà aperta alla partecipazione dei paesi candidati e di quelli che hanno concluso accordi di associazione, come quelli balcanici. “UN MANDATO LIMITATO”. Ma non tutte le voci internazionali concordano sulla incisività dell’Agenzia voluta dall’Unione: c’è chi tende a limitarne il significato e la portata e chi, invece, sostiene che essa è dotata semmai di pochi poteri reali. TERRY DAVIS , segretario generale del Consiglio d’Europa (CdE), presente a Vienna al varo del nuovo organismo, ha tenuto a spiegare che “il mandato dell’Agenzia, chiaramente limitato e interno all’ordine giuridico dell’Ue, rispetta il ruolo preminente del CdE nella tutela dei diritti dell’uomo” nel vecchio continente e, in particolare, il ruolo della Corte di Strasburgo. Per Davis “il regolamento dell’Agenzia Ue riconosce il lavoro svolto dal CdE e riporta disposizioni dirette a favorire le sinergie e a garantire la complementarietà” tra le due entità. Nel corso della manifestazione del 1° marzo, i presenti hanno chiarito che i negoziati per l’accordo di cooperazione tra le due organizzazioni (Consiglio d’Europa e Agenzia dei diritti fondamentali) “sono già stati avviati e dovrebbero essere completati prima dell’estate”. PIÙ FORZA ALL’AGENZIA. Diversa la posizione di AMNESTY INTERNATIONAL , secondo cui “l’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Ue è un passo nella giusta direzione”, benché le “sfide attuali ai diritti umani in Europa richiedano meccanismi più forti”. “Nonostante il suo nome altisonante – sostengono i vertici di Amnesty – l’Agenzia rappresenta un’opportunità perduta. La riluttanza degli Stati membri nell’affrontare problemi interni riguardanti i diritti umani, emersa in tutta la sua evidenza nel corso del dibattito sugli obiettivi dell’Agenzia, ha dato origine a un mandato minimo che contrasta con la grave dimensione e natura delle violazioni dei diritti umani nell’Ue”. Amnesty “non farà mancare il proprio contributo per contrastare ogni forma di razzismo e le diverse discriminazione”, ma esprime rammarico per il fatto che l’Agenzia non potrà intervenire su altri aspetti importanti come la lotta al terrorismo, l’asilo e l’immigrazione, la violenza contro le donne, il traffico di esseri umani.