UNIONE EUROPEA

Un tema scottante

Cambiamento climatico al centro del Summit di primavera dei Capi di Stato

“L’Europa è a un tornante decisivo. Se agiamo subito con determinazione, avremo l’opportunità di far fronte efficacemente ai pericoli del cambiamento climatico”. ANGELA MERKEL , cancelliere tedesco e presidente di turno Ue, ha preparato con cura il summit dell’8 e 9 marzo. Nella consueta riunione “di primavera” i capi di Stato di Governo dei 27 discutono dei problemi ambientali, della questione energetica e della Strategia di Lisbona. SUL TAVOLO LA QUESTIONE ENERGETICA . Per invitare a Bruxelles i colleghi premier, la Merkel aveva inviato una lettera, specificando che nel corso del vertice avrebbe presentato la sua “idea della struttura e del contenuto della Dichiarazione di Berlino, che prevediamo di adottare, assieme al presidente della Commissione e a quello del Parlamento Ue, il 25 marzo, in occasione del cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma”. Ma la Merkel sa bene che il tema più scottante dell’incontro è rappresentato dall’energia: “La politica in materia di clima e di energia è al centro del Consiglio europeo. Noi dobbiamo raggiungere un accordo che garantisca approvvigionamenti energetici durevoli” senza trascurare la “sostenibilità ambientale” dei consumi in questo settore e più in genere dello sviluppo economico Ue. “Il modo in cui trattiamo la materia – aggiunge la Merkel – avrà ripercussioni sull’avvenire dell’Europa e al di là delle sue frontiere”. QUALE FUTURO PER L’AGENDA DI LISBONA? Altro nodo da sciogliere è la volontà o meno dei 27 di perseguire gli obiettivi della Strategia di Lisbona: “Le riforme intraprese in questo ambito – spiega la Merkel – per la crescita e l’impiego cominciano a portare i loro frutti. Noi dovremmo mettere a profitto questa evoluzione positiva per perseguire la modernizzazione dell’Europa e della sua economia e prepararla ad affrontare le sfide che l’attendono”. L’Agenda, fissata nel 2000 nella capitale portoghese per fare “dell’Ue l’economia più sviluppata al mondo, fondata sulla conoscenza, la ricerca, l’occupazione di qualità”, è finora rimasta sulla carta. I passi avanti compiuti sono “limitati”: tanto è vero che al vertice primaverile dello scorso anno gli Stati membri avevano approvato una sorta di revisione “al ribasso” dell’Agenda. Ora i leader europei, verificati i ritardi sul percorso, sembrano intenzionati ad adottare misure specifiche, paese per paese, “in favore dell’impiego e del rafforzamento della coesione sociale”. SPAZIO ANCHE AI TEMI DI POLITICA ESTERA. I lavori del vertice prevedevano un calendario piuttosto serrato. Nel pomeriggio dell’8 marzo il Consiglio europeo ha ascoltato l’intervento del neopresidente del Parlamento, Hans-Gert Poettering. La prima sessione di dibattito s’è incentrata sulla politica energetica: il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha presentato lo specifico documento steso a gennaio dall’Esecutivo, che scommette su una sensibile riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, su una più articolata politica di reperimento delle risorse energetiche, sul sostegno alle energie alternative. In serata si è discusso delle relazioni transatlantiche, “in vista – ha spiegato la cancelliera tedesca – del summit Ue-Usa del prossimo 30 aprile”. Parallelamente al vertice dei capi di Stato e di governo, i ministri degli esteri hanno affrontato la situazione dell’Irak così come quelle di Libano e Somalia. A loro volta i ministri delle finanze hanno trattato degli aspetti finanziari della politica energetica, della ricerca e dello sviluppo. La seduta di venerdì mattina è infine consacrata “all’esame e all’adozione delle conclusioni del Consiglio europeo”. INTEGRAZIONE E VOLONTÀ POLITICA. JOSÈ MANUEL DURAO BARROSO s’è conquistato spazio da protagonista in questo incontro fra i capi dei governo dell’Unione: “Non sprechiamo questa opportunità storica per un’Europa più pulita – ha detto con forza -. L’Ue deve diventare leader a livello mondiale nella lotta ai cambiamenti climatici: non esiste una reale alternativa”. Ancora: “Sfide di questa portata si possono vincere se c’è volontà politica”. E questo è il vero problema da affrontare. Estensibile anche agli altri temi rimasti in sospeso a livello comunitario: la Costituzione e le riforme istituzionali; l’impegno comune per creare un’economia più concorrenziale verso l’esterno, capace di creare posti di lavoro, al servizio di una maggiore coesione sociale. E, a proposito della Dichiarazione di Berlino, Barroso ha auspicato riferimenti espliciti al processo di allargamento, una riflessione sull’identità Ue, alla moneta unica. “La riunificazione dell’Europa – secondo il capo dell’Esecutivo – è una delle più grandi imprese della storia umana”: dietro qualche accento retorico, resta la necessità di comprendere se, dopo questo summit, i 27 sono veramente intenzionati ad andare avanti assieme. Il prossimo appuntamento di giugno, quando si tratterà di definire la road map per la ratifica e l’entrata in vigore del Trattato costituzionale, potrebbe sciogliere l’interrogativo.