CONSIGLIO UE

L’energia che unisce

Nel silenzio sul Trattato costituzionale

I leader dell’Unione europea hanno abituato l’opinione pubblica a grandi sorrisi. Così è accaduto anche in chiusura del summit svoltosi a Bruxelles l’8 e 9 marzo. Numerosi i temi in discussione: la questione energetica, i progressi della Strategia di Lisbona, la “better regulation”, la politica estera, la preparazione del vertice straordinario di Berlino del 25 marzo per celebrare il 50° della Comunità. Gli incoraggianti risultati ottenuti soprattutto sul versante energetico e in chiave di tutela ambientale, sono stati rimarcati da tutti i leader intervenuti; minimizzate, invece, le difficoltà concrete che pur emergono in questa direzione. Per quanto riguarda il Trattato costituzionale, infine, s’è registrato solo un preoccupante silenzio. PER UN'”EUROPA VERDE”. “L’Europa ha un ruolo da pioniere” nella riduzione dell’inquinamento e nella difesa ambientale. “Su questo siamo tutti d’accordo. E vogliamo convincere i grandi partner mondiali a perseguire obiettivi altrettanto ambiziosi”: il riferimento va a Stati Uniti, Cina, Russia, India… ANGELA MERKEL , cancelliera tedesca e presidente di turno del Consiglio Ue, vera protagonista dell’incontro, tira le somme della “maratona diplomatica” di Bruxelles. Nelle 23 pagine del documento conclusivo si confermano tutte le previsioni della vigilia e diventano vincolanti gli impegni per l’ambiente: riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020, “per evitare un aumento della temperatura del pianeta che superi di due gradi centigradi quella dell’età preindustriale”; “aumento dell’efficienza energetica del 20%” nello stesso periodo; passaggio ai biocarburanti nella quantità del 10%; impegno “ad utilizzare le energie rinnovabili per il 20% del fabbisogno totale”, rispetto al 7% attuale. PERCORSO ACCIDENTATO. “Abbiamo dato mandato – specifica la Merkel – alla Commissione di stendere una proposta che riguardi il risparmio energetico nelle abitazioni private, nelle illuminazioni stradali e nei luoghi di lavoro. L’intento è di coinvolgere direttamente i cittadini per la difesa ambientale. Le tecnologie esistono già: si tratta di applicarle”. La cancelliera tedesca non nasconde però le prossime difficoltà: “Dobbiamo ora occuparci dell’attuazione di queste decisioni. Ci attendono passi difficili. Ma era importante incominciare”. “C’è molto lavoro da fare e vari ostacoli, soprattutto legislativi, da superare”: anche JOSÉ MANUEL BARROSO , presidente della Commissione, pur soddisfatto dell’esito del vertice, insiste sul “difficile cammino” che si prospetta per l’Unione europea nei prossimi mesi. INVESTIMENTI E “QUESTIONE NUCLEARE”. “Abbiamo stabilito – spiega il capo dell’Esecutivo – che l’Ue dovrà complessivamente ridurre del 20% le emissioni di Co2 da qui al 2020. Ma ora occorre precisare quale sarà il contributo di ciascuno Stato. Ci sono paesi che hanno da tempo intrapreso questa strada, altri no. Lo stesso vale per il ricorso alle energie rinnovabili. Ci aspetta un negoziato serrato, che dovrà tener conto della situazione in cui oggi si trova ogni paese, dei mix energetici sinora praticati e la reale possibilità di ciascuno di contribuire al risultato finale. Credo che l’integrazione passi anche da questa strada”. Le prime proposte operative giungeranno dalla Commissione “nel terzo trimestre 2007”, specifica Barroso. Circa i costi da affrontare per la “scommessa ecologica” dell’Ue, la Merkel non si pronuncia, anche se riconosce la necessità “di significativi investimenti”. Nelle Conclusioni del summit si puntualizza che “saranno elaborati obiettivi nazionali specifici con il pieno coinvolgimento dei paesi membri”, considerando “una ripartizione giusta e adeguata” degli impegni. Spetta invece a ciascuno Stato “decidere se fare o meno ricorso all’energia nucleare”, garantendo però la sicurezza degli impianti e il trattamento più sicuro delle scorie. LA DICHIARAZIONE DI BERLINO. Altri argomenti sono stati affrontati, pur in tono minore, nel corso del summit: fra questi la Strategia di Lisbona (azioni nazionali per accrescere competitività, occupazione e coesione sociale), la Costituzione e la Dichiarazione di Berlino. Angela Merkel ha insistito affinché non si confondessero gli ultimi due argomenti. “Il Trattato costituzionale sarà al centro del Consiglio europeo di giugno”, ha spiegato, “ma sin da ora confermo l’obiettivo di stabilire un percorso condiviso che porti all’entrata in vigore della Carta prima delle elezioni europee del 2009”. Molte le voci favorevoli su questo punto, benché i leader hanno ribadito la difficoltà di superare le posizioni francesi e olandesi, ma anche inglesi e di altri Stati, sull’attuale testo costituzionale. Per la Dichiarazione di Berlino, che sarà adottata il 25 marzo, si va verso la stesura di un testo in cinque capitoli: Risultati; Cooperazione europea; Valori; Priorità; Impegni condivisi. Sembra ormai certo che nella parte dei valori non apparirà alcun riferimento alle “radici cristiane”, ma un generico appunto sulla “diversità delle culture e delle religioni” presenti nel vecchio continente.