In calo disoccupazione e inflazione

Sono ancora buone le notizie sul fronte della lotta alla disoccupazione in Europa, secondo i dati pubblicati da Eurostat settimana scorsa riferiti a gennaio 2007. Il tasso di disoccupazione di Eurolandia è sceso 7,4%, con un calo di un decimo di punto percentuale rispetto al mese precedente e di ben 9 decimi relativamente allo stesso periodo del 2006. Miglioramento anche per quanto concerne l’Europa a Ventisette, dove la disoccupazione è calcolata al 7,5% per Gennaio 2007 (era 7,6% in Dicembre e ben 8,3% dodici mesi prima), pari a 17,5 milioni di cittadini. I tassi più bassi sono stati registrati in Danimarca (3,2%), Olanda (3,6%), Irlanda (4,2%), Estonia (4,4%) ed Austria (4,5%): all’estremo opposto la Polonia (12,6%), la Slovacchia (11%), la Grecia (8,7%), la Spagna (8,6%) e la Bulgaria (8,5%). Nel corso del periodo gennaio 2006 – gennaio 2007, gli Stati membri che hanno fatto registrare un aumento della disoccupazione sono solo tre: Ungheria (da 7,3% a 7,9%), Regno Unito (da 5,1% a 5,5%) e Romania (da 7,1% a 7,5%). Diminuzioni rilevanti sull’intero territorio comunitario anche in merito ai tassi di disoccupazione giovanile e femminile, le cui percentuali si assestano rispettivamente al 16,8% e 8,5%. Grazie a questi dati l’Europa riduce ulteriormente il cosiddetto gap occupazionale nei confronti degli Stati Uniti (4,6%) e del Giappone (4,1%). Progressi anche sul fronte dell’inflazione, dove continua il trend positivo iniziato alla fine del 2005. A gennaio, infatti, Eurolandia ha fatto registrare un tasso dell’1,8%, a fronte dell’1,9% del mese precedente e del 2,4% del Gennaio 2006: l’Ue a Ventisette mostra un miglioramento più contenuto e si assesta sul 2,1% per il mese di Gennaio (rispetto al 2,2% di dicembre ed al 2,3% di gennaio 2006). Secondo i dati Eurostat, i Paesi virtuosi sono l’Olanda (1%), Malta (1,2%) e la Finlandia (1,3%), al contrario di Ungheria (8,4%), Lettonia (7,1%) e Bulgaria (6,9%) che chiudono la classifica: nel complesso sono ben 15 gli Stati nei quali l’inflazione è diminuita, a fronte di 11 in aumento e di uno stabile (Lituania). I settori che con il ribasso dei prezzi hanno contribuito al buon andamento dell’inflazione sono le telecomunicazioni, i carburanti, la moda, il divertimento e la cultura: al contrario, un aumento sensibile è stato registrato nei settori dell’elettricità, della ristorazione e dell’alimentazione in genere. Nel corso degli ultimi dodici mesi i tassi medi più deboli sono stati rilevati in Polonia (1,3%), Finlandia (1,3%) e Svezia (1,5%), quelli maggiormente elevati in Bulgaria (7,4%), Lettonia (6,5%) e Romania (6,2%).