“Occorre riconoscere le difficoltà attuali legate alla ratifica della Costituzione, alla ulteriore integrazione economica, alla coesione sociale. Per questa ragione è altrettanto importante un richiamo ai valori che storicamente ci uniscono e alle radici dell’Europa”. Ne è convinto mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi, che rappresenta la Chiesa italiana nella Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea). “A Roma – afferma il presule, riferendosi al congresso della Comece (23-25 marzo) per il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma – i vescovi richiameranno quei principi della dottrina sociale della Chiesa che sono un patrimonio per tutti, credenti e non: la pace, la giustizia, la difesa della vita e della famiglia, l’attenzione ai poveri e alle fasce sociali emarginate”. Si tratta di una strada tortuosa ma “bisogna avere il coraggio di perseguire gli obiettivi della Strategia di Lisbona e, sulla scena internazionale, l’Ue deve assumersi responsabilità verso l’Africa e il Medio Oriente. Ma per far ciò, essa necessita di una Carta fondamentale: mi pare che la presidenza tedesca del Consiglio Ue abbia intrapreso questa direzione”. Circa il ruolo dei cristiani all’integrazione continentale mons. Merisi parla di “contributo ideale, valoriale e di testimonianza che ci indica il magistero di Benedetto XVI e dei suoi predecessori”.