Polonia: modifica costituzionale a difesa della vita

“Nella costituzione polacca dovrebbe essere garantita al massimo la difesa della vita umana”. Lo ha affermato il presidente della Conferenza episcopale polacca mons. Jozef Michalik alla fine della 339ª sessione plenaria che si è svolta nei giorni scorsi. Nel comunicato pubblicato in conclusione dei lavori i vescovi “esprimono la loro gratitudine a tutti coloro che con grande coerenza pregano e intraprendono dei tentativi per un’efficace sul piano legale difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale. L’episcopato in maniera univoca appoggia tutte le azioni aventi per scopo l’introduzione delle garanzie costituzionali di tale difesa. La dignità e l’inviolabilità della vita umana dal concepimento alla morte naturale conseguono dalle leggi naturali che sono sempre stato oggetto del magistero della Chiesa, come lo ha più volte ricordato il Servo di Dio Giovanni Paolo II”. A fine marzo inizierà il dibattito parlamentare sulla modifica costituzionale che dovrebbe introdurre nella legge fondamentale dello Stato polacco il principio della difesa della vita “dal momento del concepimento fino alla morte naturale”. Sempre nella sessione plenaria, l’episcopato ha deciso la costituzione di un gruppo di quattro esperti da affiancare alla Commissione storica il cui compito è quello di analizzare la documentazione degli servizi segreti custodita presso l’Istituto nazionale della memoria (Ipn) e riguardante i membri del clero. Come ha affermato mons. Slawoj Leszek Glodz, responsabile per la Commissione storica, gli esperti dovrebbero effettuare “una valutazione legale ed etica della documentazione dell’Ipn” analizzando la “validità probatoria” di tali documenti, e confrontandoli con il contenuto degli archivi ecclesiali.