LOMBARDIA

Uscire dal tunnel

Un progetto di prevenzione e recupero di tossicodipendenti

Pazienza e ascolto. Questo cercano i giovani che entrano nel tunnel della tossicodipendenza e questo è ciò che si prefigge di dare loro il progetto di prevenzione e recupero, messo in campo sulla base di un protocollo d’intesa, dalla Regione Lombardia e dalla Prefettura di Milano, in collaborazione con le quattro Aziende sanitarie (Asl) della metropoli. L’iniziativa è partita all’inizio del 2002 e, nei primi cinque anni, ha dato modo ai promotori di venire in contatto con 5mila giovani tra i 15 e i 26 anni, segnalati alla Prefettura per consumo di sostanze stupefacenti. Percorsi educativi. “Con questi ragazzi – spiega Alfio Lucchini, coordinatore della sperimentazione e direttore del Dipartimento delle dipendenze dell’Asl Milano 2 di Melegnano – abbiamo avviato percorsi educativi e di prevenzione presso i sei Centri educativi polivalenti (Cep) attivi nel nostro territorio. Qui abbiamo trovato, da parte dei giovani, una grande disponibilità al dialogo e al confronto, soprattutto a partire dall’esperienza personale di ciascuno. Non è vero che rifuggono il contatto, anzi lo cercano con insistenza, ne sentono la necessità. Per questo servono persone motivate e preparate, capaci di appassionarsi alla loro condizione”.Rispetto alla prassi della legge, che prevede, dopo la segnalazione, un invito a presentarsi in Prefettura per il colloquio, la sperimentazione avviata nel milanese, che adesso la Regione vorrebbe estendere al resto della Lombardia, si fonda proprio su questi centri polivalenti, gestiti in sinergia dal pubblico e da soggetti privati, che mettono al primo posto l’aspetto educativo e di recupero e non, invece, il deterrente della sanzione, sia essa il ritiro della patente o l’avvio a lavori socialmente utili.Un cambiamento di rotta che, stando ai promotori dell’iniziativa, sta dando buoni risultati. “Mediamente – riprende Lucchini – a livello nazionale il 30-40% dei ragazzi segnalati viene sanzionato. Dei nostri 5mila, invece, appena il 10% ha subito questa punizione che, di solito, si risolve nel ritiro della patente. Ancora più importante è il dato delle ricadute. Le stime nazionali ci dicono che, in media, il 10-12% dei segnalati riprende a consumare droga dopo un breve periodo, mentre la nostra esperienza attesta le ricadute intorno al 4%. Significa che il lavoro dei nostri operatori sociali sui rischi legati al consumo di queste sostanze e le modalità con cui vengono effettuati i colloqui, lasciano il segno”.Puntare sull’educazione. Un motivo di preoccupazione, per Lucchini e i promotori del progetto lombardo, è invece dato dalla nuova legge 49/2006 “Fini-Giovanardi” sulle tossicodipendenze. “Privilegia gli aspetti punitivi e repressivi anziché quelli educativi e di prevenzione – ricorda Lucchini – e, quindi, potrebbe farci tornare indietro rispetto ai buoni risultati ottenuti finora. Per questo motivo, sarebbe opportuno che il legislatore vi ponesse mano per modificarne alcuni aspetti, pur mantenendo l’impianto sanzionatorio che non va abolito del tutto”. Del medesimo avviso è anche Luigi Janiri, docente di Psichiatria e Psicofarmacologia all’Università Cattolica, che ricorda come, “quando l’interruzione del ciclo di tossicodipendenza non è volontario o indotto dall’ambiente familiare”, sia “compito della legge intervenire”.”Puntare sull’educazione e la riabilitazione – prosegue il docente – è l’unico modo per intercettare subito queste persone ed evitare che la situazione peggiori, con le inevitabili ricadute negative sulla loro salute. E sulle tasche dei cittadini. Ogni anno, infatti, in Italia si spendono milioni di euro per curare gli effetti della droga sulla salute dei cittadini che ne fanno uso. Risorse che, invece, potrebbero essere risparmiate se, a monte, ci fosse una vera opera educativa e di prevenzione, come questa messa in campo in Lombardia”.a cura di Paolo FerrarioSchedaLa segnalazione alla Prefettura per detenzione di sostanze stupefacenti è prevista dall’articolo 75 del Dpr 309/90. Stando a stime nazionali, l’1,2% dei consumatori di droga viene segnalato al Prefetto e ha l’opportunità di avviare un percorso riabilitativo e terapeutico. Nella provincia di Milano sono circa 250mila (il 10% del dato nazionale) i consumatori di cannabis (di questi si stima che 25mila siano consumatori quotidiani).A livello regionale, dal 2003 al 2005, c’è stato un aumento di consumo di questa sostanza del 20%. Per quanto riguarda la cocaina si ritiene che siano circa 120mila i consumatori complessivi e che il 35% dei consumatori di cocaina, a livello nazionale, sia residente in Lombardia. Sempre in provincia di Milano sono stimati in 40mila i consumatori totali di eroina e, di questi, il 10% ne fa un uso quotidiano. Dalla ricerca è emerso questo identikit del consumatore-tipo di cocaina segnalato alla Prefettura: maschio, maggiorenne, occupato, vive con i genitori.(23 marzo 2007)