Valori e prospettive

Per una cittadinanza europea convinta e condivisa

Definire e descrivere valori, come pace, libertà, tolleranza, solidarietà, giustizia, difesa della persona, che pur non essendo esclusivamente valori cristiani, sono profondamente radicati nella tradizione cristiana. È questo l’obiettivo di “Un’Europa dei valori – la dimensione etica dell’Unione europea”, la relazione del “Comitato dei saggi” istituito dalla Comece, la Commissione degli episcopati della Comunità europea. Il testo è stato presentato il 22 marzo a Roma da mons. Adrianus van Luyn, presidente della Comece, dal segretario generale della stessa Commissione, mons. Nöel Treanor e da Mario Monti, presidente dell’università Bocconi, già commissario europeo, che ha fatto parte del Comitato dei saggi. Per l’occasione è stato presentato il congresso “Valori e prospettive per l’Europa di domani. I 50 anni dei Trattati di Roma”, che la stessa Comece promuove da oggi fino al 25 marzo. “QUALCOSA DI NOBILE”. “La Chiesa deve radicare la sua analisi teologica anche nelle competenze della politica e della cultura” ha detto mons. NOËL TREANOR , durante la presentazione. Per questo “la Comece ha istituito un Comitato di saggi composto da esponenti cattolici del mondo della politica e della cultura, cui ha affidato la redazione” del documento. “L’Ue ha bisogno del coinvolgimento dei cristiani in quanto cittadini e, al tempo stesso, lo merita. Occorre far capire che essa è qualcosa di nobile; un grande progetto all’interno del quale il metodo comunitario offre un valido modello di governance mondiale. L’obiettivo del Rapporto dei saggi è dare il via a un dibattito dinamico e vigoroso in seno alla società per far percepire a tutti i cittadini quanto l’Ue abbia finora realizzato e per fare fronte alle sfide dell’Europa di domani”. Il segretario generale della Comece ha, inoltre, illustrato, l’impegno della Commissione presso le istituzioni europee: “oltre ai regolari contatti con esponenti politici e funzionari Ue, attraverso gruppi di lavoro di esperti cerchiamo di accompagnare le politiche in materia di migrazione-asilo, ricerca scientifica, fiscalità-commercio, energia-ambiente. Da questi temi discendono domande etiche e sociali di grande rilevanza per il futuro dell’Europa”. QUESTIONI FONDAMENTALI. Sul tema della famiglia si è soffermato mons. ADRIANUS VAN LUYN, presidente della Comece: “è una questione fondamentale, sulla quale c’è un dialogo costante con le Istituzioni europee, ma sulla quale vigilano e si confrontano a livello nazionale anche le Conferenze episcopali nazionali”. Ovviamente, “il dialogo preferenziale è con i cattolici presenti nelle Istituzioni europee, ma non è esclusivo”. Il vescovo di Rotterdam ha anche osservato che è importante “un dialogo intenso tra i politici e gli uomini di Chiesa, tra cristiani e i non cristiani, per elaborare una gerarchia dei valori”, ma anche per valutare “come i valori non negoziabili siano da declinare nell’oggi, cogliendo i segni dei tempi”. Il presidente della Comece ha poi sottolineato che “i cittadini europei sono così abituati ai vantaggi offerti dall’Ue che non ricordano più che l’origine di quei vantaggi proviene proprio dall’Ue stessa; anzi, vedono solo l’ingerenza dell’Ue negli affari interni delle nazioni”. In questo modo, ha osservato, “i cittadini europei applicano il principio di sussidiarietà a senso unico, mentre esso non si traduce solo in diritti ma anche in doveri”. Per mons. van Luyn “è necessario parlare con i giovani di oggi per educarli ad un senso più ampio del rispetto della vita umana, con uno sguardo che abbraccia il mondo, risvegliando il principio di responsabilità”.L’EUROPA AI CITTADINI. L’economista MARIO MONTI ha ricordato che “l’Europa non è un sistema privo di valori ed è sbagliato quel senso di colpa che attanaglia le Istituzioni europee” specie quando i cittadini europei fanno emergere “insoddisfazione e dubbi” come in occasione del referendum danese su Maastricht (1992) e di quelli costituzionali in Francia e Olanda (2005). “I cittadini vedono l’Ue come una macchina burocratica distante e costosa” per questo, “bisogna riavvicinare loro l’Europa ricordando che il progetto europeo poggia su una visione etica della vita e della società”. A sostegno della tesi di un’Europa “ricca di valori” Monti ha portato due esempi: “la speranza nelle nuove generazioni e il metodo comunitario”. “Le generazioni future – ha spiegato – hanno nell’Europa un grande alleato contro gli abusi perpetrati da coloro che sono al potere e che abusano della finanza pubblica espropriando i diritti dei nascituri prima ancora che vengano al mondo. Anche dietro una realtà come l’Euro vi è un sistema di regole che impegna governi e cittadini contro i deficit allegri e che favorisce la solidarietà intergenerazionale e non l’imbroglio”. Quanto al metodo comunitario, “è l’espressione dei valori di convivenza civile perché è l’unico modo operativo per dare pari opportunità a Paesi grandi e piccoli, a vecchi e nuovi membri”. “Parlare di valori – ha concluso – è importante ma occorre realizzarli. Da laico-cattolico mi ha fatto male in questi anni vedere l’Europa presentata, da forze estreme e anche da credenti, come una realtà antivaloriale e anti-religiosa. E’ vero il contrario”.