GERMANIA
La Settimana per la Vita promossa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa evangelica
In occasione della presentazione della Settimana per la vita 2007, avvenuta recentemente a Berlino, il card. KARL LEHMANN, presidente della conferenza episcopale tedesca (Dbk), e il vescovo evangelico WOLFGANG HUBER , presidente del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd) hanno illustrato le iniziative collegate all’evento promosso dalle due Chiese e che verrà inaugurato ufficialmente a Brema il 21 aprile prossimo(fino al 28) con rito ecumenico concelebrato, tra gli altri, da Lehmann, dal vescovo evangelico Margot Käßmann, dal vescovo cattolico Franz-Josef Bode. Al centro dell’edizione di quest’anno sono i bambini, come sottolineato dallo slogan “Con i bambini verso il futuro”. “Significa – ha spiegato Lehmann – accompagnare i bambini lungo il percorso per diventare adulti, sostenendoli non solo materialmente, ma offrendo loro un orientamento e preoccupandosi della loro educazione e formazione”. “Trasmissione dei valori e educazione religiosa” sono pertanto i temi principali di questa Settimana per la vita. RAFFORZARE LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI. “Vogliamo attirare in questo modo l’attenzione sul tema sempre più importante per il futuro della nostra società e che tuttavia nei dibattiti di politica per la famiglia viene relegato troppo spesso ai margini”, rispetto alle questioni quali i sussidi per i genitori o gli asili nido. “Vorremmo promuovere nuove iniziative che rafforzino la responsabilità educativa dei genitori”, ha affermato Lehmann. Il cardinale ha manifestato la necessità di “presentare ai bambini valori concreti, mostrare loro in che modo la vita possa essere vissuta relazionandosi con gli altri e con Dio. La forza forgiante di una famiglia stabile e affidabile non è mai sottolineata abbastanza”. LIBERTÀ DI SCELTA . “Possono esistere molti modi differenti per delineare concretamente la vita famigliare”, ha affermato Lehmann; pertanto, “occorre garantire una ‘libertà di scelta’ autentica”, al fine di rendere compatibili lavoro e famiglia. Una necessità che Huber ha così formulato: La nostra società deve rispettare senza alcun preconcetto il fatto che le madri o i padri decidano di lasciare il lavoro per un periodo prolungato o anche per sempre, al fine di dedicarsi alla propria famiglia”. Lehmann ha espresso l’esigenza di riconoscere “l’opera educativa dei genitori” “a livello politico e sociale come un elemento di pari valore e degno dello stesso riconoscimento attribuito all’attività professionale. Le famiglie non possono essere ricondotte ad un modello unitario, né apertamente né indirettamente”, ha ammonito Lehmann, in quanto “per molti genitori è giustamente importante trascorrere con i propri figli buona parte dei loro primi anni di vita. E che fare poi, se un bambino contrae una malattia cronica, se il suo sviluppo è più lento di altri o se per qualsiasi altro motivo ha bisogno di una maggiore assistenza da parte dei genitori? In questi casi, i genitori devono avere la possibilità di occuparsi personalmente dei propri figli per periodi prolungati”. “In altre famiglie – ha osservato Lehmann – possono essere prioritarie le necessità economiche o professionali. In tal caso, i genitori sono contenti di trovare un buon asilo nido per i propri bambini, che consente la prosecuzione dell’attività professionale. Non ha senso contrapporre le necessità e i motivi delle scelte degli uni rispetto agli altri”, ha dichiarato. In ogni caso, “Le famiglie hanno bisogno di libertà di azione e di tempo, di coraggio e supporto, non solo da parte della politica per la famiglia ma anche dell’intera società”.L’IMPEGNO DELLA CHIESA. Lehmann ha poi sottolineato l’impegno delle Chiese a favore della famiglia: “Circa la metà degli asili tedeschi e il 72,3% dei posti disponibili negli asili nido delle strutture private ricadono sotto la responsabilità della Chiesa evangelica e cattolica. Ma il lavoro delle Chiese in questo settore non si limita all’assistenza istituzionale all’infanzia perché accanto alla promozione dello sviluppo fisico e mentale, l’educazione deve offrire anche orientamenti nella questione su come agire correttamente e non da ultimo, indicazioni sull’orientamento religioso e spirituale della persona”. Il presidente della Dbk ha rimarcato anche “quanto talvolta le situazioni esistenziali ed educative dei genitori siano difficili e quanto spesso le offerte di supporto siano difficilmente accessibili proprio da parte dei genitori che ne hanno particolarmente bisogno”. “Proprio in considerazione dell’educazione religiosa, molti genitori affrontano attualmente grosse difficoltà”, ha osservato Lehmann che, nel constatare la presenza di “conflitti di valori” nella “nostra società pluralistica”, ha annunciato un simposio sul tema, organizzato dall’Associazione delle strutture di custodia per bambini (Ktk) per il 18-19 giugno prossimo.