CIPRO

Da isola divisa a ponte

Tra Europa e Medio Oriente, con la speranza in una Turchia democratica

“Cipro è un’isola, troppo piccola per essere divisa in due, in un’Europa sempre più grande”. Così il ministro degli Affari esteri della Repubblica di Cipro GEORGE LILLIKAS , ospite a Roma della Fondazione Dragàn, per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma. “Malgrado la demolizione unilaterale del nostro muro difensivo nel centro della capitale divisa, il 9 marzo scorso – ha detto Lillikas -, la parte turca rifiuta di accettare il ritiro dei militari e non permette l’apertura di un altro varco di comunicazione”. Metà dell’isola, dunque, continua ad essere presidiata dai soldati di Ankara, che distruggono e profanano edifici di culto, e Cipro ancora lontana dal realizzare l’aspirazione ad una riunificazione delle due aree in cui è divisa: a sud, la Repubblica di Cipro, a prevalenza greco-cipriota, indipendente dal 1960 e Stato membro dell’Ue dal 2004, a nord, un’autoproclamata Repubblica turca, dal 1974, non riconosciuta dalla comunità internazionale. “Una Cipro libera e unita può coesistere con una Turchia democratica, europea per comportamenti e strutture”, ha detto Lillikas. UNA MORSA BEN SALDA. “La natura del problema di Cipro rimane invariata: uso della forza contro uno Stato sovrano, una divisione mantenuta con l’aggressione e l’occupazione, violazioni massicce e persistenti dei diritti umani, distruzione dei beni religiosi e culturali, usurpazione delle proprietà, segregazione forzata della popolazione e tentativo di imporre l’esistenza di un’entità separata nella zona occupata. La morsa in cui la Turchia stringe Cipro è ancora ben salda”, ha riferito il ministro cipriota, per il quale, “a dispetto della sua proclamata vocazione europea, la Turchia è tuttora legata ad una visione e conduzione anacronistiche di quelli che ritiene i propri interessi strategici, in flagrante contraddizione con le motivazioni sottese al processo di unificazione europea e con i valori fondamentali dell’Ue”. Invece, “i popoli e gli Stati d’Europa si sono lasciati alle spalle secoli di guerre e conflitti rovinosi, per costruire insieme una nuova cultura politica fondata sul dialogo e su un codice universale di principi e valori”. L’adesione di Cipro all’Unione europea ha rappresentato “una pietra miliare nella nostra lunga storia – ha aggiunto il ministro – e ha contribuito allo sviluppo politico ed economico dell’Ue nel Mediterraneo”. “Ponte verso il Medio Oriente”, Cipro è un partner “affidabile nella costruzione di un Medio Oriente stabile e sicuro” e “non un fardello per l’Europa”. Ma quella pace tra i popoli e le religioni che è un principio fondamentale dell’Ue, ha continuato Lillikas, deve tradursi in “realtà anche in quest’isola del Mediterraneo, europea prima ancora che l’Europa stabilisse le sue frontiere e i suoi membri”. UNA SOLA FAMIGLIA. Lillikas ha ricordato che la Repubblica di Cipro ha “sostenuto la domanda e il percorso di adesione della Turchia”, anche nella speranza che “possa contribuire al raggiungimento di una soluzione” alla questione cipriota. “La nostra speranza – ha detto il ministro – è che i principi e i valori europei possano costituire una solida base a tutela di tutti i ciprioti, sia della comunità greca sia di quella turca”. Infatti, l’ingresso di Ankara nell’Ue rappresenta “un’occasione unica per cambiare drasticamente lo stampo dei rapporti nella nostra regione, per la risoluzione delle dispute senza l’impiego della forza, ma con negoziazioni pacifiche tra fratelli di una sola famiglia”. Il “rifiuto” della Turchia di “adempiere ai propri impegni nei confronti dell’Unione e di Cipro, in materia di diritti umani e libertà civili e di rispetto del protocollo doganale e commerciale”, non offre, finora, “ragioni di ottimismo”. “La dirigenza turco-cipriota ha ostacolato l’applicazione del Regolamento della Linea verde, tassando le importazioni di prodotti greco-ciprioti come merci importate da uno Stato terzo, per promuovere l’idea che a Cipro ci sono due Stati separati”. Nondimeno, ha aggiunto Lillikas, “continuiamo a sperare”. OBIETTIVI RAGGIUNGIBILI. Il governo cipriota ha adottato provvedimenti in favore della comunità turca, consentendo “l’accesso alle cure mediche gratuite, il rilascio di passaporti e documenti ufficiali della Repubblica”. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – rimane il raggiungimento di una soluzione negoziata e reciprocamente accettabile, conforme al diritto internazionale, alle risoluzioni delle Nazioni Unite e alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo”, per uno “Stato di Cipro federale, con unica personalità internazionale e indipendente”, nel quale “l’origine etnica e le diversità culturali e religiose siano rispettate, ma non a scapito dei diritti fondamentali dei cittadini”. “Possiamo farcela a vivere in armonia con reciproco rispetto in una Cipro unificata”, ha concluso il ministro cipriota”.