Scheda storica

Il conflitto ha cause di natura religiosa vecchie secoli. Alla fine degli anni Sessanta lo scontro tra le due comunità, cattolica e protestante, dalle quali erano nati due eserciti terroristici, costrinse il governo di Londra a intervenire e sospendere il Parlamento locale. Soltanto all’inizio degli anni Novanta, con i negoziati tra i governi britannico e irlandese coinvolti dal conflitto, la regione comincia a intravedere uno spiraglio di pace, reso più concreto dal “Good Friday” agreement, l’accordo del Venerdì Santo firmato nel 1998 che dà vita a un governo e a un parlamento nei quali vengono rappresentati i diversi partiti. Con un referendum le popolazioni del Nord Irlanda e della Repubblica irlandese danno il loro appoggio all’accordo e per la prima volta la Repubblica elimina dalla propria costituzione l’articolo nel quale sosteneva di avere diritto a controllare l’Ulster. Una svolta chiave si ha nel settembre 2005, quando la commissione che presiede la consegna delle armi da parte dei terroristi dell’Ira conferma che l’esercito repubblicano ha smantellato il proprio arsenale. Nello scorso ottobre partono le trattative per riavviare il governo autonomo della regione e una assemblea provvisoria viene installata a novembre; un’altra svolta fondamentale si ha a gennaio di quest’anno quando lo “Sinn Fein” decide di dare il proprio appoggio alla polizia nordirlandese. Il 7 marzo l’elettorato sceglie i membri del nuovo Parlamento: il partito protestante di Ian Paisley ottiene 36 membri e lo Sinn Fein 28. I leader dei due partiti che rappresentano i due versanti del conflitto, Ian Paisley e Gerry Adams, si incontrano e si impegnano a governare insieme.