Appello per il Darfur al termine dell’Assemblea plenaria dei vescovi francesi lo scorso 29 marzo: “Né l’Europa né la Francia possono rimanere senza reagire davanti a tanta sofferenza”. In un comunicato i vescovi ricordano che il conflitto del Darfur “non può rimanere in una semplice enumerazione di cifre: 250.000 morti, 500.000 persone che dipendono dall’aiuto umanitario; 3 milioni di sfollati”. Questa situazione è conosciuta da tempo, perché denunciata da diverse Ong e agenzie dell’Onu”. “Né l’ Europa né la Francia possono rimanere senza reagire davanti a tanta sofferenza – ribadiscono i presuli – La crisi è grave e non possiamo rimanere in silenzio: laddove l’uomo soffre, Cristo soffre con lui”. Sebbene siano stati firmati gli accordi di pace nel 2006, non sono stati sempre applicati. Nel comunicato si invita ad “offrire un aiuto concreto, che può essere in diverse maniere”, senza dimenticare che “domani, dopo l’urgenza, sarà necessario ricostruire”. I vescovi concludono affermando che il “nostro impegno come cristiani per la pace e la giustizia ci muove ad interrogare con decisione i candidati alle elezioni presidenziali, sulle azioni realizzate” per risolvere questa situazione.