LOMBARDIA
Nasce l’Osservatorio sui minori
“Analizzare, monitorare ed interpretare i fenomeni inerenti alla realtà minorile, al fine di fornire alla Regione idonei strumenti per l’adozione delle scelte strategiche”. Nasce con questi obiettivi, individuati dalla legge regionale 34 del 14 dicembre 2004 (“Politiche regionali per i minori”), l’Osservatorio sui minori, attivo in Lombardia dal 30 marzo 2007. In collaborazione con l’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità, questo nuovo strumento sarà impegnato anche a “contrastare con misure preventive, protettive e riparative le pratiche di mutilazione genitale femminile”.Presieduto e coordinato dall’assessore regionale alla Famiglia e Solidarietà sociale, Gian Carlo Abelli, l’Osservatorio è composto da una ventina di esperti, tra i quali il presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro e da una rappresentanza di centri di ricerca e Università attive in questo particolare settore, delle Fondazioni operanti nell’area dei minori, dell’Ufficio scolastico provinciale, del Centro giustizia minorile, della diocesi di Milano, dei Tribunali per i minorenni di Milano e Brescia e della Consulta regionale delle associazioni familiari.Per tutti. “L’Osservatorio spiega Donatella Bramanti, docente di Sociologia della famiglia e responsabile del Centro studi e documentazione sui servizi alla persona dell’Università Cattolica, che, per l’ateneo milanese, siede nel pool di esperti riunito dalla Regione nasce per tutti i minori, non soltanto per quelli a rischio disagio. Questo è molto importante, perché dice l’interesse a comprendere quale sia oggi la normalità dei nostri ragazzi. Tra le priorità di indagine, c’è l’area della preadolescenza, dell’integrazione degli stranieri e del tempo libero, sempre con una prospettiva educativa e preventiva”.Su queste problematiche sociali sono già disponibili diverse indagini a livello regionale, che adesso saranno messe a sistema dal lavoro dell’Osservatorio. “In particolare prosegue Bramanti come Università Cattolica ci siamo, a più riprese, occupati delle implicazioni legate alle ‘grandi transizioni’, come il passaggio dall’adolescenza alla giovinezza e le modalità attraverso cui i ragazzi si assumono responsabilità nella società. Scoprendo una realtà molto ricca e viva, come, per esempio, gli 80mila volontari che si impegnano come educatori ed animatori negli oratori. Non c’è, insomma, soltanto il bullismo o altre forme di disagio sociale, ma una varietà di situazioni, anche molto positive, che vogliamo conoscere più da vicino”.Poi, naturalmente, si dovrà fare i conti anche con la “complessità della vita familiare” e studiare modalità di accompagnamento dei giovani nel loro “percorso di crescita”. “Per questo motivo sottolinea Bramanti dovremo inserire l’attenzione alla famiglia tra le tematiche dell’Osservatorio, ricordando che, prima di tutto, i minori sono figli e che non potremo arrivare a loro senza passare, appunto, per la famiglia in cui vivono”.Oltre l’emergenza. Un’attenzione sollecitata anche da Matteo Zappa, responsabile dell’Area minori della Caritas ambrosiana, che ricorda l’urgenza di “lavorare sul sostegno alla fragilità familiare”. “In Lombardia prosegue Zappa esiste una grande ricchezza di realtà del Terzo settore e del volontariato sociale che operano in questo campo e che dovranno essere coinvolte nella rete dei servizi territoriali. In tema di fragilità familiari, non possiamo dimenticare che adeguate politiche promozionali devono tenere conto anche dei primi anni di vita del bambino, particolarmente problematici per quei nuclei che già vivono situazioni di disagio e marginalità”.Tra i “nodi da sciogliere” che dovranno costituire il campo di indagine dell’Osservatorio, c’è anche quello dell’integrazione dei ragazzi stranieri che frequentano le scuole. “Dovranno essere attuate sottolinea Zappa politiche promozionali al di fuori della logica dell’emergenza, per far risaltare tutte le problematiche in gioco e anche la ricchezza di questa realtà in continuo mutamento. Nella città di Milano, ci sono ormai scuole dove, in prima elementare, il 50-60% degli scolari è rappresentato da bambini figli di immigrati”.Tra i servizi messi in campo dalla Caritas, che dovranno essere adeguatamente valorizzati dall’Osservatorio, c’è il cosiddetto “extra-scuola”, uno “spazio di ascolto per i ragazzi e le famiglie”, promosso in oltre 150 oratori della diocesi di Milano. “Non si tratta soltanto di luoghi dove fare i compiti precisa Matteo Zappa ma di uno strumento promozionale di sostegno al lavoro educativo delle comunità parrocchiali e di attenzione alle diverse forme di disagio, anche nascoste”.a cura di Paolo FerrarioSchedaSecondo le rilevazioni dell’Istat, al 1° gennaio 2006 la Lombardia contava 9.475.202 abitanti, dei quali 1.538.178 minori tra gli 0 e i 17 anni. Nello stesso periodo, gli stranieri residenti sul territorio regionale erano 665.884, di cui 154.653 minori. Inoltre, stando ai dati riferiti all’ultimo censimento (2001), in regione vivono 2.616.149 famiglie.(12 aprile 2007)