Chiese evangeliche e collaborazionismo

Il Sinodo delle Chiese evangeliche riformate in Polonia ha pubblicato in questi giorni la sua posizione rispetto alla verifica in atto su eventuali collaboratori dei servizi segreti comunisti. “Non si può chiarire il difficile periodo di quasi mezzo secolo di storia di un popolo di quaranta milioni di persone senza grande meticolosità, pazienza, conoscenza e misericordia”, sottolineano i membri del Sinodo che in modo critico valutano i passi compiuti finora. “Uno di più importanti dilemmi morali che la società polacca cerca di risolvere negli ultimi anni – ha chiarito il Sinodo – consiste nel tentativo di valutare gli atteggiamenti adottati dai connazionali nei confronti delle autorità ai tempi della Polonia comunista e nelle relazioni con l’apparato di sicurezza”. Spesso tale valutazione, ha continuato il Sinodo, “è ispirata dai documenti ripescati dagli archivi dei vecchi servizi di sicurezza, conservati solo in parte. Quegli archivi, come le persone che operano presso l’Istituto della memoria nazionale (Ipn) che devono esaminarli oggi, sono considerati fonti attendibili d’informazioni sull’onestà o la disonestà dei singoli e dei gruppi sociali”. “A nostro parere – conclude il Sinodo – il risultato di tutti questi sforzi sono spesso false o molto poco chiare condanne per collaborazionismo”, che portano tra le persone “vergogna e sofferenza”.