FRANCIA
Elezioni presidenziali: la voce dei vescovi e dei laici cattolici
Saranno 44,5 milioni i francesi chiamati alle urne il prossimo 22 aprile per il primo turno delle elezioni presidenziali. Un’attesa enorme testimoniata dall'”aumento significativo” degli iscritti alle liste elettorali (+4,2%) rispetto all’anno scorso. Tre i candidati che dovrebbero giocarsi il posto all’Eliseo: Nicolas Sarkozy candidato della destra, Segolene Royal, rappresentante socialista e il terzo incomodo, il centrista Francois Bayrou, che i sondaggi danno in crescita. Più staccato è il candidato dell’estrema destra Jean Marie Le Pen. Una curiosità: per la prima volta nella storia delle elezioni presidenziali si potrà votare con le macchinette elettroniche. Ad esprimere la preferenza “elettronica” sarà, però, solo, un milione e mezzo di elettori, il 3% circa del totale. Una cifra che, secondo molti analisti, potrebbe essere decisiva in una sfida che si giocherà, secondo sondaggi, su poche migliaia di voti. Sul prossimo voto si sono registrate da parte cattolica diverse prese di posizione. La principale è quella dell’arcivescovo di Bordeaux e presidente della Conferenza episcopale francese(Cef) il card. JEAN-PIERRE RICARD , illustrata nel corso dell’ultima assemblea plenaria dei vescovi francesi(Cef) a Lourdes a fine marzo. I VESCOVI. “Non diremo quale candidato votare. Non è competenza dei vescovi dare indicazioni di voto. Ognuno voti secondo coscienza, ma questa sia illuminata da una riflessione e da un discernimento previo”. Nessuna invasione di campo politica, ci tiene a dirlo, il card. Jean-Pierre Ricard, ma, come tutti i cittadini, anche i cattolici alcune domande devono porsele prima di esprimere la propria preferenza. Ed ecco le domande: “vista l’analisi delle situazione francese, qual è il programma politico che corrisponde meglio alla politica da promuovere? Questo programma è realista? Il candidato che lo promuove sembra avere le qualità che il ruolo di Presidente della Repubblica richiede?”. In questa riflessione previa, spiega Ricard, “un cattolico deve tendere ad una coerenza tra le sue scelte politiche e le sue convinzioni cristiane, tra l’approvazione di un programma e la visione dell’uomo che gli viene dalla sua fede”. Fondamentale diventa il riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa che offre “utili criteri di riflessione, che non si indirizzano solo ai cattolici, ma possono essere più largamente condivisi”. La difesa della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, aperta alla procreazione, il rispetto della vita dal suo inizio fino alla sua fine naturale, la condivisione delle ricchezze e del lavoro, l’accoglienza degli immigrati, la solidarietà, sono solo alcuni dei temi evocati dal cardinale e che richiamano un documento degli stessi vescovi “Che cosa hai fatto a tuo fratello?” definito “un invito a sostenere la vita democratica nel nostro Paese con la riflessione e l’azione”. Per Ricard “la fede ha una dimensione umana e sociale e non si può accettare di relegarla alla sfera privata. La democrazia per essere viva deve fare riferimento anche ai valori religiosi e filosofici nel dibattito pubblico”. Mons. ANDRÉ DUPLEIX , segretario generale aggiunto della Cef, ricordando la morte recente dell’intellettuale cattolico René Rémond (vedi pag 18), afferma: “Quando metteremo il nostro voto nell’urna, domenica, non dimentichiamo le lezioni di questo saggio, che seppe disinnescare le situazioni più tese, senza diminuirne i significati, con una sorprendente capacità di andare al fondo delle cose”. LE ASSOCIAZIONI . Sulla falsariga delle raccomandazioni dei vescovi si sono espressi, sul prossimo voto, anche molti movimenti ecclesiali e associazioni cattoliche. Tutti si interrogano sui programmi dei candidati avanzando suggerimenti e proposte “utili al dibattito” ma anche domande per conoscere le posizioni dei candidati su temi ritenuti vitali. “Per una Francia più fraterna e aperta al mondo” è il contributo con cui l’ AZIONE CATTOLICA DEI BAMBINI rammenta ai candidati “i valori di una società solidale e umana”. La SAN VINCENZO DE PAOLI lancia una petizione nazionale a favore di poveri, “grandi dimenticati della campagna presidenziale” (E i poveri in tutto questo?). Dalle oltre 600 proposte sollecitate nel 2006, il consiglio delle SETTIMANE SOCIALI DI FRANCIA ha elaborato il documento “12 proposte per una società più giusta”. Il futuro dell’Europa, le povertà in Francia, le politiche economiche e il rapporto fra economia ed ecologia sono i quattro punti sollevati dagli IMPRENDITORI E DIRIGENTI CRISTIANI, mentre i CRISTIANI NEL MONDO RURALE propongono una lettura dei programmi elettorali alla luce del magistero sociale della Chiesa. “La sfida maggiore per la società è la famiglia fondata sul matrimonio” affermano le ASSOCIAZIONI FAMILIARI CATTOLICHE. Il sito della FEDERAZIONE PROTESTANTI DI FRANCIA propone undici dossier sui temi della società. Incontri di riflessione e dibattiti sono stati promossi anche nelle diverse diocesi.