Italia: “family day” per dare voce alla società civile

“Una manifestazione per dare visibilità alla società civile che, per la maggioranza, è a favore della famiglia. Solo questo vuol essere il Family Day: un dato visibile e reale – quello della famiglia con i suoi diritti e i suoi doveri – che non teme strumentalizzazioni”. Così Eugenia Roccella, portavoce con Savino Pezzotta della manifestazione nazionale del prossimo 12 maggio a Roma, cui hanno già aderito oltre 150 associazioni, spiega al Sir il significato dell’iniziativa. “Ciò che mi fa paura – prosegue Roccella – sono piuttosto il silenzio e la rassegnazione alla sordità della politica nei confronti della famiglia che, pur essendo l’asse portante del Paese, oggi rischia la cancellazione”. Roccella dice “no” alle “semplificazioni dei media” che vogliono collocare questa”grande manifestazione unitaria” nelle “note categorie dello scontro fra laici e cattolici”. “La famiglia non è questione cattolica”, precisa; essa sta a cuore alla “maggioranza degli italiani” e “porta con sé un patrimonio di sentimenti, spiritualità, cultura che non può essere gettato via con leggerezza”.