Con l’intento di definire entro il 2009 un quadro comunitario di riferimento sulle competenze linguistiche, la Commissione europea ha adottato settimana scorsa una comunicazione che presenta i parametri di un’inchiesta per misurare le conoscenze degli studenti europei in merito alla prima ed alla seconda lingua straniera all’interno dei curricula della scuola dell’obbligo. Il processo – che risponde all’obiettivo fissato dal Consiglio europeo in tema di educazione di “migliorare la padronanza delle competenze di base a mezzo dell’insegnamento di almeno due lingue straniere fin dalla più giovane età” e che sarà curato dai servizi della Commissione in collaborazione con le autorità nazionali competenti degli Stati membri – si basa sulla lettura, la comprensione all’ascolto e la redazione scritta nelle cinque lingue maggiormente insegnate: inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano. Secondo il commissario Ue all’istruzione ed alla formazione Jan Figel, “l’indicatore di competenza linguistica non vuole determinare classifiche nazionali, ma recensire buone pratiche in materia di apprendimento linguistico per favorire gli scambi tra Stati membri”. Il neo-commissario al multilinguismo Leonard Orban ha infine presentato l’inchiesta come lo strumento che “consente all’Europa di conoscere il divario esistente rispetto all’obiettivo di accesso al multilinguismo fin dall’infanzia”.