Il card. Adrianus Simonis, presidente della conferenza episcopale olandese, ha inviato nei giorni scorsi una lettera a nome dei vescovi del Paese al card. Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le cause dei santi per sostenere “con forza e convinzione l’accelerazione del processo che può portare a scrivere nel libro dei santi il nostro amato connazionale Titus Brandsma”. Secondo Simonis si tratta di “una questione che i vescovi e l’intera comunità dei credenti dei Paesi Bassi ha particolarmente a cuore”. Il processo di santificazione, avviato poco dopo la beatificazione di Brandsma, viene portato avanti dall’ordine dei Carmelitani, al quale apparteneva Brandsma. Nella sua lettera il cardinale ricorda il giorno, il 3 novembre 1985, in cui Brandsma venne dichiarato beato da Giovanni Paolo II: “si trattò di un giorno di grande gioia e gratitudine verso un testimone di fede della nostra comunità nel cuore della Chiesa alla presenza di numerosissimi olandesi, cattolici e protestanti, celebrato dal Santo Padre”. Secondo Simonis da allora “molti olandesi e anche altri fedeli fuori dai confini del Paese si interrogano su quando Titus Brandsma sarà dichiarato santo.” E continua affermando che “questa domanda è anche nel nostro cuore”. La lettera prosegue ricordando alcune testimonianze della vita di Brandsma, deportato dai nazisti nel campo di concentramento di Dachau perché difendeva la libertà della stampa cattolica. I vescovi ricordano Brandsma come “fervente sostenitore del movimento pacifista del 1931” e come uomo che “cercava di capire quali conseguenze potessero avere le cause profonde della violenza e della guerra e le trovò nella lotta sfrenata per affermare il personale profitto e la propria forza”.