Dall’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale portoghese (Cep) è emersa “l’intenzione di istituire nuovi ministeri che promuovano una maggiore partecipazione dei laici alla direzione delle loro comunità, al di là delle consuete attività di lettore e accolito”. Mons. Carlos de Azevedo, segretario della Cep, ha specificato che “tali ruoli riguarderanno in particolare la catechesi, le opere di accoglienza, le visite agli ammalati, e investiranno coloro che già animano tali servizi all’interno delle parrocchie con responsabilità di coordinamento”. Proseguendo nella riflessione delineata per il triennio 2005-2008 sulla trasmissione della fede, i vescovi hanno inoltre approvato un documento intitolato “Formazione dei laici: ministeri, servizi, scuole – esperienze, mezzi, contenuti”, mediante il quale hanno puntualizzato le diverse esperienze realizzatesi nelle diocesi e nei movimenti ecclesiali. Dal testo emerge che la liturgia e la catechesi sono le aree in cui l’impegno formativo risulta maggiore, tuttavia esso si sta allargando ad ulteriori ambiti di azione sociale, quali le carceri, le problematiche migratorie e quelle sanitarie. Anche la formazione biblica mostra un forte radicamento nel paese: mons. Azevedo ha ricordato, per esempio, l’esperienza compiutasi nella diocesi di Santarém, capace di mobilitare quasi 4000 persone in 300 gruppi di “iniziazione di base”. “È necessario preoccuparsi anche della preparazione teologica dei laici, non soltanto della loro competenza tecnica, mirare all’acquisizione di un bagaglio di conoscenze in cui la formazione dottrinaria sia complementare a quella spirituale e sociale” ha sintetizzato il prelato portoghese.