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Tre vittorie

Elezioni francesi

Né il sole né il disincanto di cui li si sospetta spesso hanno dissuaso i francesi. Sentendo che, per queste elezioni presidenziali, non c’era niente di già scritto, essi hanno fatto sentire la propria voce con forza. Iscrittisi numerosi nelle liste elettorali, sono stati altrettanto numerosi nel recarsi alle urne.La lezione del primo turno è chiara: al secondo turno si affronteranno la destra e la sinistra “tradizionali”, anche se i due candidati rappresentanti di tali convinzioni le incarnano in modo diverso. Nicolas Sarkozy in testa e Ségolène Royal in seconda posizione, malgrado i dubbi e le opposizioni all’interno dei relativi schieramenti, hanno ottenuto risultati migliori dei loro predecessori, hanno adempiuto ai propri impegni. Essi dovranno ora discutere dei propri progetti e dei mezzi con cui metterli in pratica.Secondo insegnamento, festoso, di questo scrutinio: il voto Le Pen è in calo. Ne sono all’origine l’età del candidato, la sua retorica e il trauma del 2002, anche se alcuni dei suoi argomenti sono stati ripresi da altri, e cioè da Nicolas Sarkozy, che sembra essere riuscito anche (come, non molto tempo fa, Francois Mitterrand con il Partito Comunista) a neutralizzare il Fronte Nazionale. Gli elettori dell’estrema sinistra rappresentano una forza più o meno equivalente. Lasciando da parte questi irriducibili della protesta, a destra come a sinistra, appare chiaro che gli elettori del 2007 abbiano scelto di non disperdere i voti e di votare in modo utile. Infine, la terza lezione: in questo contesto di ‘utilità’, il voto Bayrou, tanto superiore a quello del 2002 (l’avanzamento più consistente), resta un avvenimento. Una percentuale non trascurabile di elettori ha dimostrato di essere stanca delle separazioni tra destra e sinistra e di augurarsi una condivisione delle energie e delle competenze. Il punteggio ottenuto, anche se non permette la qualificazione, e gli elettori che esso rappresenta avranno il loro peso sul secondo turno. E magari su una concezione rinnovata della vita politica francese.Le due prossime settimane saranno appassionanti: gli elettori, in cambio della loro mobilitazione, se lo meritano. I francesi hanno la sensazione che qualcosa debba cambiare, che possa cambiare. Non tutti hanno la stessa visione di questa necessaria rottura. Per Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal, la sfida sarà quella di riuscire a convincere, ben oltre i propri ranghi, di poter essere i portatori di questa speranza.