Non solo per emergenza

Linee guida 2007 per le politiche giovanili

La Giunta regionale della Campania, il 14 aprile, ha approvato le linee guida 2007 per le politiche giovanili, che mettono al centro della politica regionale a favore dei giovani il pieno rafforzamento dell’informazione e la loro partecipazione attiva ed effettiva alla vita democratica. Tra gli altri obiettivi, “sviluppare una cooperazione nuova e strutturata per individuare soluzioni concrete in risposta alle aspirazioni giovanili” e “una visione integrata delle diverse politiche che riguardano la gioventù e dei vari livelli d’intervento”.Inoltre, a fine marzo, la Giunta regionale della Campania ha deliberato uno stanziamento di 90mila euro per interventi nelle parrocchie di Napoli al fine di favorire l’inclusione sociale e ridurre il rischio di emarginazione dei giovani. Il progetto prevede l’utilizzo di alcune strutture dell’istituto Paolo Colosimo per la parrocchia SS.Annunziata a Fonseca, quartiere Stella, per la realizzazione di attività ludico-ricreative, sportive e di socializzazione. Con il contributo regionale, poi, sarà esteso alle altre parrocchie della diocesi di Napoli l’intervento sperimentale già realizzato in 4 parrocchie dal ministero per le Riforme e le innovazioni, per laboratori informatici attrezzati.Sano divertimento. “Il progetto per l’utilizzo di alcune strutture dell’Istituto Colosimo per attività a favore di giovani del quartiere, accolto dalla Giunta regionale, l’ho progettato io, ma per ora è approvato solo sulla carta”. A parlare è don Raffaele Pescicolo, parroco della SS.Annunziata a Fonseca, nel quartiere Stella, dove a gennaio è stato ucciso in una rissa un ragazzo, Luigi Sica. “All’Istituto Colosimo una saletta sarà adibita a palestra, un’altra sarà attrezzata per un laboratorio di trucco teatrale. Manca ancora l’attrezzatura ma spero – dichiara il parroco – che per fine maggio potremo iniziare”.Per il sacerdote, “anche attraverso l’attività fisica si può educare a valori positivi”, mentre “il laboratorio di trucco teatrale darà la possibilità di imparare anche il trucco da sposa perché l’obiettivo non è solo intrattenere i giovani, ma dare anche uno sbocco professionale”. Le attività saranno gestite da volontari della parrocchia e da esperti. “Con il Comune – anticipa don Pescicolo – stiamo poi lavorando perché vorremmo creare un grande oratorio all’interno del quartiere. Il sabato sera, vi allestiremo una discoteca, per evitare che i giovani escano fuori dal quartiere e si mettano alla guida di auto ubriachi. Vogliamo creare un ambiente pulito, sorvegliato da volontari della parrocchia e da genitori dei ragazzi”. L’obiettivo “è dare ai ragazzi quello che vogliono ma in modo sano e pulito”.Napoli non può attendere. “Ben vengano i provvedimenti della Regione a favore delle parrocchie e politiche giovanili che creino un lavoro di rete”. È il giudizio di don Luigi Merola, parroco di S.Giorgio Maggiore a Forcella, impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. Per il sacerdote, però, “non basta la promozione dei progetti. Dobbiamo imparare a verificare se gli obiettivi sono raggiunti. Purtroppo tra lo stanziamento dei fondi e il loro arrivo passano di solito quasi due anni, ma Napoli non può più attendere”. Per don Merola, insomma si può fare di più “impegnandosi affinché i nostri giovani abbiano più possibilità di quelli di ieri e non siano più svantaggiati rispetto ai loro coetanei settentrionali”.Le iniziative avviate dalla Regione, sia di aiuto economico alle parrocchie, sia attraverso le linee guida per le politiche giovanili, “possono aiutare – aggiunge – ma si devono accompagnare a un attestato di fiducia alla Chiesa che ha lavorato sempre anche nei luoghi di degrado per l’inclusione dei più deboli”. Tra gli ingredienti di una ricetta “vincente” di politiche giovanili il parroco inserisce “la promozione di una rete tra famiglia, scuola, Chiesa, enti locali per lavorare insieme e la creazione luoghi di aggregazione per i giovani”. Anche per don Merola, “è necessario coinvolgere i ragazzi in attività sane, partendo dai loro interessi: musica, teatro, ballo, palestra”. Nello stesso tempo, “occorre legare a queste attività anche valori. In parrocchia facciamo tutte queste attività, ma vi abbiniamo il momento formativo e di preghiera”.Progettualità organica. Per don Pasquale Incoronato, incaricato di Pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Napoli, “questi provvedimenti della Regione possono servire in parte, ma una progettualità occasionale non è efficace, serve progettualità più organica che metta insieme in maniera seria e costante le agenzie educative: Istituzioni civili, scuole, Università, parrocchie, mondo del lavoro”.Per le politiche giovanili, prosegue, “c’è bisogno di uno sforzo diverso, maggiore. Finché si risponde all’emergenza con interventi occasionali si rischia di disagiare sempre più la condizione giovanile”. Oltretutto i fondi stanziati sono pochi rispetto ad una realtà come quella campana. “Anche noi come chiesa dobbiamo stare attenti a non entrare in meccanismi che poi non ci rendono liberi nella profezia di una chiesa che ha un compito fortemente morale e educativo – conclude – per promuovere una cultura diversa, della pace, dell’amore della legalità”.a cura di Gigliola Alfaro(27 aprile 2007)