ARTE E CULTURA
Un patrimonio culturale senza frontiere
Conservare il patrimonio artistico e culturale europeo, promuovere lo scambio di conoscenze transfrontaliere in questo settore, incoraggiare “iniziative esemplari” negli Stati membri dell’Ue. Con questi obiettivi principali viene assegnato dal 2002 il Premio per la conservazione del patrimonio culturale, promosso dalla Commissione di Bruxelles e da “Europa nostra”. I vincitori di quest’anno riceveranno il riconoscimento a Stoccolma il prossimo 8 giugno. QUALITÀ URBANA E AMBIENTALE. Negli ultimi cinque anni, questa iniziativa “ha dato un contributo decisivo all’individuazione di pratiche esemplari per la conservazione del patrimonio europeo”, spiega JÁN FIGEL’ , commissario alla cultura. “Esse sono ora un elemento centrale dell’azione Ue in tale ambito”. L’Esecutivo collabora per il concorso con “Europa nostra”, ossia la federazione per il patrimonio culturale che agisce a livello continentale. Fondata nel 1963, rappresenta 200 associazioni e organizzazioni non governative che operano per la tutela della qualità urbana e ambientale, per salvaguardare gli edifici storici e di pregio, per migliorare gli standard architettonici ed edilizi, per una progettazione sostenibile delle città e delle zone rurali. È presieduta dal principe consorte di Danimarca, Henri-Marie de Laborde de Monpezat che, assieme allo stesso Figel’ e al ministro svedese per la cultura Llena Adelsohn-Liljeroth, consegnerà i premi ai cinque vincitori, 16 medaglie ai secondi classificati e 13 diplomi ai terzi in graduatoria. TURCHIA, SALVATA UNA CHIESA BIZANTINA. Tra i progetti che hanno meritato il massimo riconoscimento emerge, per la sezione “Conservazione del patrimonio architettonico” l’iniziativa riguardante la chiesa di Sarica in Cappadocia (Turchia). “L’edificio – si legge nella motivazione -, notevole esempio di chiesa bizantina scolpita nella roccia, pur avendo sofferto gravi erosioni superficiali a causa delle infiltrazioni d’acqua piovana nonché subìto crepe e corrosioni, è stato salvato e reso accessibile ai visitatori”. Il premio per la “Conservazione del patrimonio paesaggistico” va invece in Italia e precisamente a Santo Stefano di Sessanio, nei pressi de l’Aquila. “L’iniziativa visionaria di un investitore privato ha permesso di recuperare appena in tempo un villaggio fortificato medievale dell’entroterra abruzzese”. La ristrutturazione ne ha permesso la riconversione per attività alberghiera, “consentendo – specifica la giuria – anche di far rivivere mestieri e tradizioni locali”. IMMENSO ARCHIVIO FOTOGRAFICO. Al Farbdiaarchiv zur Wand und Deckenmalerei (Germania) va invece la segnalazione per la categoria “Conservazione di opere d’arte”. Dalla collaborazione fra il Zentral Institut für Kunstgeschichte München e il Bildarchiv Foto Marburg, è nato “un ambizioso progetto che ha permesso di raccogliere in una banca-dati elettronica l’archivio delle diapositive a colori, scattate durante una grande campagna fotografica avvenuta tra il 1943 e il 1945 per documentare opere pittoriche preziose e decorazioni di interni in edifici messi in pericolo dalle incursioni aeree alleate”. L’archivio comprende 40mila immagini di circa 480 edifici in 6 paesi, molti dei quali sono stati danneggiati o distrutti negli ultimi tre anni di guerra. “Ormai accessibile gratuitamente via internet, esso è divenuto un indispensabile strumento di ricerca su cui fondare il restauro di edifici danneggiati” in tutta Europa. IL “VALLO ATLANTICO”. Sono addirittura tre le istituzioni scientifiche che, avendo a lungo collaborato, si aggiudicano la sezione “Studi di eccezionale valore”. Il progetto denominato “The Atlantic Wall – Linear Museum”, porta infatti le firme del Politecnico di Milano (Italia), del Raymond Lemaire International Centre for Conservation di Lovanio (Belgio) e dall’École d’Architecture de Versailles (Francia). L’idea-guida è, in questo caso, la promozione di ricerche (e della loro diffusione presso il grande pubblico) “su una delle ultime grandi linee di difesa del XX secolo, il Vallo Atlantico, costruito dalle forze di occupazione germaniche nel periodo 1941-1944”. Fra i risultati del progetto si evidenzia la pubblicazione di un catalogo e di un atlante, una raccolta fotografica, di alcune conferenze e l’istituzione di un apposito sito web. RETAGGIO SASSONE IN TRANSILVANIA. Romania e Regno Unito condividono invece il premio della categoria “Servizi specifici”, assegnato a “The Mihai Eminescu Trust”. “Riparando più di 300 edifici storici e formando oltre 100 artigiani locali a mestieri tradizionali”, questa ong ha effettuato “sforzi enormi e ottenuto risultati impressionanti che dureranno nel tempo nella conservazione del retaggio sassone in Transilvania”. Viene così alla luce l’attività di questa organizzazione che dal 1989 lavora per ravvivare la vita sociale ed economica della regione e sostiene attività come il turismo ecologico, l’agricoltura biologica e gli antichi mestieri.