REPUBBLICA CECA
Un piano pastorale di sei anni
Tra gli argomenti all’ordine del giorno dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale ceca (CBK), svoltasi a Praga tra il 17 e il 18 aprile scorso, spicca un programma pluriennale (sei anni) denominato “La Chiesa che impara”: il progetto mira ad aiutare i sacerdoti a scegliere temi adatti, a basarsi sulle letture liturgiche e a presentare la dottrina della Chiesa in tutta la sua pienezza. Il progetto verrà avviato il 2 dicembre prossimo, prima domenica di Avvento. Abbiamo intervistato sull’argomento mons. JAN GRAUBNER , arcivescovo di Olomouc e presidente della Conferenza episcopale ceca, che ha illustrato il progetto. Quali sono le motivazioni del progetto? “Nel nostro Paese percepiamo una carenza annosa nell’educazione religiosa dei fedeli. Per tutto il lungo periodo del dominio comunista, solo un numero esiguo di bambini ha partecipato alle lezioni di religione a scuola, previste solo dal secondo al settimo anno della scuola primaria. I giovani e gli adulti non avevano possibilità di accedere alla formazione religiosa; solo alcuni di essi si incontravano in piccoli gruppi di studio, e così facendo correvano grandi rischi. Abbiamo maturato esperienze positive nella catechesi durante i giorni feriali, introdotta nel nostro Paese come qualcosa di ovvio dopo la riforma liturgica. In tal modo, i partecipanti al Servizio Divino potevano ricevere almeno una qualche formazione. Oggi, alcune parrocchie offrono corsi e seminari, catechismo e incontri di studi biblici ma su scala nazionale ciò riguarda solo una piccola percentuale di fedeli. Il progetto “Chiesa che impara” intende consentire ai fedeli di poter trarre il meglio dalla partecipazione alla Messa domenicale e delle festività, offrendo una migliore formazione religiosa a tutti coloro che frequentano regolarmente la Chiesa”. Perché una durata così estesa, 6 anni? “Non è nostra intenzione sostituire le omelie domenicali con sermoni catechetici. Ciò che vogliamo è evitare temi ripetuti frequentemente e un semplice incoraggiamento. Occorre parlare di argomenti importanti ma spesso trascurati. Il programma si basa su letture bibliche del giorno, talora su altri testi liturgici. Pertanto, non è possibile affrontare il Credo o il Decalogo, sebbene tutti i temi importanti verranno menzionati nel corso del ciclo. Gli argomenti sono talmente tanti da non poter essere compresi in un ciclo di 3 anni: ecco perché abbiamo scelto un periodo di sei anni. Gli argomenti affrontati durante il programma spaziano dagli studi biblici, alla dogmatica, alla morale, alla spiritualità, alla liturgia; sono inclusi anche l’ecumenismo, la dottrina sociale, il rapporto tra scienza e fede. Alcuni argomenti riguardano questioni delicate della storia della Chiesa e l’apologetica. Ciononostante, ogni argomento si basa sul testo biblico (o liturgico). Con questo progetto, la Chiesa cattolica ceca intende aumentare l’educazione religiosa dei fedeli affinché essi possano essere fieri della propria fede cristiana, aiutandoli a trasmettere la fede alle generazioni successive”. Quali interventi sono previsti? “Non sono previsti provvedimenti speciali. Naturalmente, nel corso di ogni visita annuale alla parrocchia, ai sacerdoti verranno poste domande sul progetto, sulla sua realizzazione e sulla partecipazione, tenendo conto anche di alcune eccezioni: cresime, pellegrinaggi e feste locali. Ma per dirla scherzosamente, le eccezioni non possono prevalere sulla regola. Al sacerdote verrà assegnato un argomento che verrà tuttavia sviluppato liberamente. Questo è a mio parere un aspetto importante. Il libro delle omelie offrirà spunti sullo schema assegnato”. Quali sono le difficoltà incontrate nella preparazione del progetto? “Il progetto è stato elaborato da un professore di liturgia, deceduto nel frattempo. Alcuni aspetti necessitavano un aggiornamento; ma non è facile modificare uno schema complesso elaborato da un’altra persona. Speriamo che ciò sia stato fatto con successo”.