ECUMENISMO
Cristianesimo in Europa
Il ricordo dei ciprioti morti in guerra per difendere la propria libertà e la propria religione ha fatto da sfondo, nei giorni scorsi, alla visita del primate della Chiesa ortodossa greca, CHRISTODOULOS , a Cipro dove ha incontrato l’arcivescovo dell’isola Chrisostomos e quello di Pafos, Georgios, nel cui territorio è situato il monastero di san Neofito. Qui il SIR ha incontrato il primate della Chiesa ortodossa greca.Ha ancora un significato morire per la propria fede in un’Europa apparentemente sempre meno religiosa?“Un simile gesto è possibile solo in virtù di una forte trasmissione di fede da parte dei propri padri. Nonostante le difficoltà ci sono ancora persone, religiosi, monaci, e non solo a Cipro, che cercano di testimoniare il Vangelo all’Europa”.L’Europa ha bisogno di questi testimoni. Giovanni Paolo II fu uno di questi. Che ricordo ha del Papa polacco?“Formidabile. La visita di Giovanni Paolo II ad Atene fu formidabile. Riuscì ad aprire il cuore delle nostre chiese. La sua visita fu il segno di un nuovo secolo tra le nostre chiese sorelle”.Ma non è stato sufficiente ad appianare le divergenze…“Certamente ci sono differenze dogmatiche ma dal punto di vista sociale ci sono già degli elementi di unità…”Quali?“Intendo dire che siamo uniti nel fronteggiare gli attacchi dell’ateismo imperante e del relativismo etico che sta distruggendo baluardi della civiltà come la famiglia e il matrimonio. La crisi che sta vivendo l’istituto familiare, anche in Grecia, è grande e la politica deve sostenerlo con leggi e politiche serie. La Chiesa benedice la famiglia e il matrimonio tra uomo e donna”.Dialogare quindi si può e l’unità può essere ricercata?“Il dialogo è una realtà, ma anche uno spazio difficile. Ripeto ci sono questioni dogmatiche da risolvere ma il dialogo è possibile con la benedizione di Dio”.Alle difficoltà già note si uniscono anche attacchi ingiuriosi contro rappresentanti della Chiesa. In Italia il presidente dei vescovi, mons. Bagnasco, è fatto oggetto di intimidazioni e minacce per aver preso posizione contro le unioni di fatto…“A mons. Bagnasco esprimo solidarietà e vicinanza. Le ingiurie e le minacce sono da condannare. Si tratta chiaramente di attacchi portati da atei che ricorrono alla violenza per esprimersi. Sappiamo e dobbiamo testimoniare che la fede cristiana è messa alla prova ogni giorno e per questo tutti i fedeli devono raccogliersi con serenità e fermezza intorno ai loro pastori. Il timore è che questo tipo di minacce possano essere rivolti a più esponenti delle varie chiese e delle varie fedi in un attacco contro la religione. La fede può solo migliorare la vita di tutti e non può essere relegata come alcuni vogliono alla sfera privata”.