TOSCANA
Una legge regionale sugli appalti
Una normativa che punta a migliorare la qualità delle opere e, più in generale, a rivitalizzare il sistema dei lavori pubblici, ma che in primo luogo disegna un quadro di regole e controlli di estremo rigore per garantire i diritti dei lavoratori, a partire dalla loro sicurezza. Sono questi gli ambiziosi obiettivi della proposta di legge “Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro” che lunedì 16 aprile la Giunta regionale della Toscana ha approvato al termine di una lunga e non facile fase di contrattazione con gli enti locali e le forze sociali.La legge – che ora passa al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva – riguarda tutti i contratti pubblici che hanno per oggetto lavori, forniture e servizi e si applicherà alla Regione con i suoi enti e agenzie, agli enti locali (e ai loro consorzi, unioni, associazioni), al sistema sanitario toscano, alle aziende pubbliche per i servizi alla persona. Tra le varie norme contenute in una legge articolata in ben 74 articoli c’è anche la previsione di un prezzario regionale, che servirà come base di riferimento per l’elaborazione dei capitolati. Ai fini dell’aggiudicazione si provvederà alla valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, includendo anche elementi quali le misure aggiuntive o migliorative per la sicurezza e la salute dei lavoratori.L’aggiudicazione definitiva e i successivi pagamenti avverranno, tra l’altro, solo dopo aver verificato la regolarità contributiva e assicurativa dell’impresa. Tra le cause di risoluzione del contratto sono inoltre previste gravi violazioni negli obblighi retributivi, assicurativi e previdenziali, oltre che il mancato rispetto dei piani di sicurezza e l’impiego di personale non risultante dalla documentazione. Numerosi i vincoli e i controlli previsti dal subappalto, per il quale in ogni caso è esclusa la possibilità di riduzione degli oneri della sicurezza. La legge prevede anche l’inserimento di specifiche clausole ambientali nei bandi di gara e nei capitolati, in relazione per esempio alla minore produzione di rifiuti o all’utilizzo di materiali recuperati e riciclati. Si prevede inoltre l’istituzione di un Osservatorio regionale sui contratti pubblici, che lavorerà, tra l’altro, alla massima trasparenza dei procedimenti di gara.Primo passo. “C’è voluto troppo tempo per averla, ma la legge regionale sugli appalti è un primo passo per porre un limite ai tanti incidenti sul lavoro che si verificano anche in Toscana. Ora occorre renderla operativa rapidamente”. È questo il commento del segretario generale della Cisl Toscana, Maurizio Petriccioli che ricorda come i sindacati toscani si siano impegnati, da anni, per ottenere questa legge, con iniziative, scioperi e manifestazioni. È una legge importante perché “regola appalti, subappalti e affidamenti sia nei settori pubblici che privati, evitando il criterio del massimo ribasso, prevedendo il rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro, introducendo un sistema di revoca dell’affidamento in caso di mancato rispetto delle norme, verificando periodicamente con sanzioni adeguate”. “Il tempo impiegato dalla Giunta per vararla -dice – è stato eccessivo. Chiediamo che almeno ora ci si impegni per renderla rapidamente operante, con il passaggio in Consiglio regionale e con la predisposizione dei regolamenti e dei capitolati tipo. Finalmente abbiamo uno strumento che può aiutare i lavoratori ed i sindacati a sentirsi meno soli nella battaglia quotidiana con i problemi della sicurezza sul lavoro”. “Il” problema. Purtroppo, nelle ultime settimane, si contano in Toscana già sei casi di “morti bianche”. “Nella nostra Regione – sottolinea Petriccioli – quello della sicurezza sul lavoro non è un problema, ma è diventato il problema, perché non c’è niente di più importante della vita umana, che i lavoratori continuano a mettere in gioco ogni giorno, in un’escalation di lutti che sembra il bilancio di una guerra”. Le statistiche Inail indicano però una tendenza negli ultimi anni alla diminuzione degli infortuni. “Ma basta confrontare i numeri assoluti con le ore lavorate, calate decisamente durante la crisi dell’ultimo quadriennio – spiega il sindacalista – per scoprire che gli infortuni sono in realtà aumentati. A questo vanno aggiunti gli incidenti non denunciati, perché riguardano lavoratori al nero, e quelli camuffati da malattia. E poi c’è purtroppo la lunga serie di morti, quando anche uno solo sarebbe inaccettabile”.Tutto ciò “ci interroga sulla qualità del nostro sviluppo, su un mercato del lavoro portato all’estremo, sulla precarizzazione e frammentazione del lavoro, sui ritmi esasperati”. Il segretario generale della Cisl toscana allora chiama “il sistema delle imprese ad una assunzione di responsabilità vera”. “Il primo problema – spiega – è quello dell’organizzazione del lavoro. Non a caso sempre più spesso gli incidenti riguardano ditte in subappalto. La sicurezza – conclude Petriccioli – non può essere un costo, né un lusso, ma deve essere considerata da ogni azienda un investimento necessario, al pari di quello per le materie prime”.a cura di Simone Pitossi(04 maggio 2007)