I rappresentanti di varie formazioni politiche al Parlamento Europeo hanno espresso la loro solidarietà all’eurodeputato polacco Bronislaw Geremek, il quale ha dichiarato di non essere intenzionato a conformarsi alla nuova legge nazionale sulla verifica di collaboratori di servizi segreti comunisti. Tale diniego, conformemente alle nuove normative polacche, equivale alla revoca del mandato di europarlamentare. Insigne storico, noto oppositore del regime comunista e, nel passato più recente, anche ministro degli esteri della Polonia, non intende presentare la dichiarazione prevista dalle nuove normative, con la quale ancora una volta certificherebbe di non aver collaborato, ai tempi del comunismo, con i funzionari del regime. A presentare una simile autodenuncia sono obbligate in Polonia circa 700 mila persone. Il 15 marzo scorso è entrata in vigore in Polonia la nuova legge riguardante i collaboratori dei servizi segreti comunisti, nati prima del 1 agosto 1972. Le disposizioni della normativa prevedono che ricercatori universitari, giornalisti, membri degli organi di autogoverno locale, presidenti delle società (anche quelle sportive), presidi delle scuole di ogni grado e tipo, avvocati, magistrati, commercialisti, auditori e numerosi altri professionisti si sottopongano alla verifica dell’Istituto nazionale della memoria (IPN) che custodisce la documentazione riguardante alcuni collaboratori dei servizi comunisti.