UNIONE EUROPEA
Progetto di bilancio 2008: per la prima volta in 50 anni più fondi per lo sviluppo che per l’agricoltura
“Il budget proposto rappresenta un tornante storico per l’Ue: le spese legate allo sviluppo e all’occupazione costituiscono la voce principale del bilancio comunitario” e, per la prima volta in 50 anni, “supereranno quelle per agricoltura e risorse naturali”. DALIA GRYBAUSKAITÉ , commissaria incaricata della programmazione finanziaria, ha presentato il 2 maggio il progetto di bilancio 2008 varato dall’Esecutivo. Prende così avvio l’iter budgetario che nei prossimi mesi coinvolgerà Consiglio e Parlamento, per concludersi – salvo sorprese – a dicembre. IL GRANDE SORPASSO. La commissaria lituana sottolinea con enfasi alcune novità nella struttura dei conti Ue e, di conseguenza, delle politiche comunitarie, “a conferma del fatto che l’Esecutivo intende ricentrare il budget sulle sfide globali che si pongono dinanzi all’Europa”. Secondo il documento contabile, gli impegni di spesa per il 2008 vengono stabiliti in 129,2 miliardi di euro (1,03% del prodotto interno lordo Ue); nel complesso il budget sale del 2% rispetto all’anno in corso. Le spese per la crescita sostenibile, l’impiego e la coesione fra le Regioni, necessarie anche per dar corso alla Strategia di Lisbona, si attestano attorno ai 57 miliardi (pari al 44,2% del bilancio), contro i 55 per l’agricoltura, l’allevamento e le attività per la tutela del patrimonio naturale (43,6%). PIÙ RICERCA, POCA CITTADINANZA. Le cifre attestano che, in realtà, le uscite previste per il settore primario e l’ambiente rimangono ferme fra quest’anno e il prossimo, mentre crescono in percentuale gli stanziamenti per la formazione permanente (+9%), la ricerca (+11%), le reti transfrontaliere e l’energia (14%). Lievitano inoltre le spese per la gestione dei flussi migratori (390 milioni euro in più nel 2008, una cifra ancora lontana dalle reali necessità) e per rafforzare le azioni esterne (+6,9 miliardi), ma le voci “Cittadinanza, libertà e sicurezza” e “Ruolo mondiale dell’Ue” non vanno oltre rispettivamente all’1 e al 5,4% del totale. Le spese amministrative e per il personale raggiungono il 5,7%: “non dovrebbero subire ulteriori aumenti nonostante i recenti allargamenti”. UNA REVISIONE COMPLESSIVA. La Commissione ribadisce, attraverso la Grybauskaité, l’impegno, stabilito nel dicembre 2005 al termine della “maratona” per le Prospettive finanziarie 2007-2013, verso una “revisione complessiva del bilancio”: entro la fine del prossimo anno la squadra di Barroso dovrebbe definire una riforma generale del budget, che ridefinisca il peso assegnato alle singole voci, a partire dall’agricoltura, dai fondi di coesione e dallo “sconto” concesso alla Gran Bretagna, privilegio a suo tempo ottenuto dall’allora premier Margaret Thatcher. BILANCIO STAGNANTE? “La presentazione positiva del progetto preliminare di bilancio da parte della commissaria Gribauskaité mi convince solo a metà”: è questo il giudizio di GIANNI PITTELLA, membro della commissione bilanci al Parlamento di Strasburgo, già relatore per il budget precedente. “Un bilancio che nella sua globalità aumenta del 2% in impegni è un bilancio stagnante, perché cresce meno del tasso stimato di inflazione in Europa” (2,1%). Il giudizio dell’eurodeputato italiano è però articolato: “È chiaro che la concentrazione delle risorse su talune priorità, quali i programmi come Galileo, le reti transeuropee e la ricerca, ci trova favorevoli. È vero, però, che tali aumenti comportano una contestuale riduzione delle risorse per altri programmi”. Parlamento e Consiglio costituiscono l’organo di bilancio nell’architettura istituzionale dell’Ue, e nei prossimi mesi saranno chiamati a raggiungere un accordo a partire dalle schema preordinato dalla Commissione. “È evidente – puntualizza Pittella – che i vincoli stringenti imposti dalle Prospettive finanziarie 2007-2013 si ripresenteranno inesorabilmente a ogni nuova procedura di bilancio”. LE ATTIVITÀ FINANZIATE. Per un immediato raffronto con le cifre avanzate dalla Commissione, è possibile constatare che nel bilancio 2007 gli stanziamenti per agricoltura e ambiente si aggirano sul 45% del totale, contro il 43% per crescita e occupazione. Spese amministrative e “Ue nel mondo” hanno a disposizione il 5% circa, mentre per la cittadinanza ci si ferma al solito 1%. Tra le voci che vengono finanziate dal bilancio appaiono, per fare qualche esempio: il fondo sociale europeo (formazione e risorse umane); i fondi per lo sviluppo regionale; le infrastrutture viarie e le reti di collegamento; il programma Erasmus per gli studenti; le sperimentazioni scientifiche, la formazione e mobilità dei ricercatori; la promozione della cultura e dei media; la tutela della biodiversità; la protezione dei consumatori e della salute dei cittadini; il sostegno alle piccole e medie imprese; gli aiuti umanitari verso i paesi poveri.