OCIPE
L’Ufficio dei gesuiti a fianco di chi opera nelle istituzioni europee
“Agendo a diversi livelli, a quello locale come a quello dei centri decisionali, la Chiesa ha un grande ruolo da svolgere nella costruzione europea, promuovendo e consolidando i valori fondamentali, il cui fulcro ruota attorno alla dignità della persona umana”. Lo ha detto il 9 maggio a Bruxelles mons. ADRIANUS VAN LUYN , vescovo di Rotterdam e presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), intervenuto alla celebrazione dei 50 anni di presenza in Europa dell’Ocipe (Ufficio di iniziativa per l’Europa dei gesuiti). Per mons. Van Luyn, “la centralità dell’uomo, che va oltre le frontiere spazio-temporali, deve essere alla base di un’Europa in cui l’uomo stesso non si riduca ad un essere che produce e consuma, ma possa vivere nella sua integrità di essere culturale, sociale, spirituale e religioso”. Fondato nel 1956 a Strasburgo su richiesta dell’allora arcivescovo mons. Weber, l’Ocipe, presente oggi a Bruxelles, Budapest e Varsavia, ha festeggiato il suo 50° anniversario nella ricorrenza della “Giornata dell’Europa”, istituita in memoria della Dichiarazione Schuman (9 maggio 1950) che portò alla creazione della Ceca. Introducendo l’evento,il direttore FRANK TURNER ha spiegato che l’Ocipe “si prefigge di accompagnare la costruzione dell’Europa assistendo il personale delle istituzioni nel discernimento professionale e spirituale, sostenendo la riflessione critica sui valori e le responsabilità nella prospettiva della fede cristiana e promuovendo la solidarietà dell’Europa al suo interno e verso il mondo”. Maria Lyra Traversa, presente alla celebrazione per conto di SirEuropa, ha raccolto alcuni interventi. A LIVELLO LOCALE. L’arcivescovo di Bruxelles, card. GODFRIED DANNEELS , ha parlato dell’impegno quotidiano della Chiesa a livello diocesano, in una realtà multiculturale e multireligiosa come quella di Bruxelles. “In Belgio ci sono tre pastorali – ha spiegato -, quella della comunità fiamminga, quella della comunità francofona e quella della comunità degli stranieri, che ingloba immigrati di molteplici nazionalità e classi sociali. La Chiesa costruisce l’Europa quotidianamente, tramite la conversione delle comunità locali ad una mentalità europea ed internazionale, e l’integrazione sempre piu’ stretta tra le diverse comunità di fede cristiana”. “Non sogno un’unica Chiesa multiculturale e multilinguistica, che assorba tutte le differenze e la ricchezza delle manifestazioni della religione cristiana, ma una Chiesa in cui le fedi cristiane convivano pacificamente, s’illuminino a vicenda e sappiano vivere unite nella diversità”: questo l’auspicio del cardinale. VALORI CRISTIANI. Mons. Van Luyn si è soffermato sul contributo che la Chiesa può offrire alle istituzioni Ue tramite organismi, quali Ocipe, Comece, Caritas, Jesuit refugee service, che si trovano a Bruxelles. “La dottrina sociale – ha detto – è alla base del nostro lavoro di monitoraggio. Guardiamo alle iniziative legislative dal punto di vista della diginità umana e del rispetto dei principi di sussidiarietà e solidarietà. I temi che ci stanno piu’ a cuore sono la costituzione, la globalizzazione, il modello sociale europeo, l’allargamento, l’immigrazione”. Un accenno, inoltre, al “paradosso dell’Europa”. “Nonostante il progetto europeo abbia arrecato molti benefici ai cittadini, questi fanno fatica a comprenderlo e a farlo proprio. I cittadini devono impadronirsi dell’Europa, mentre le istanze decisionali devono mantenere le proprie promesse per riacquistare credibilità”. NELLE ISTITUZIONI. KATRIN HATZINGER , consigliere giuridico di Evangelischen kirche in Deutschland (Ekd), è impegnata nella promozione dei valori cristiani nei centri decisionali europei. “Un grande impegno – osserva – che nell’arena politica di Bruxelles si riflette in piccole conquiste, come persuadere un eurodeputato a proporre un certo emendamento ad un testo legislativo. E’ difficile convincere i politici che la Chiesa ha qualcosa da offrire loro e far comprendere i motivi che la spingono ad interessarsi alla politica; interesse spesso considerato innaturale se non addirittura sospetto”. In realtà, ha chiarito Hatzinger, “la Chiesa non vuole ingeririsi negli affari dello Stato”, ma desidera “mettere al servizio dei cittadini l’ expertise che possiede in campo umano e sociale”. Essenziale per il successo di questa missione, la cooperazione e la sinergia tra le diverse associazioni del settore. “Un processo di avvicinamento e di condivisione delle fedi cristiane è già in atto” ha rimarcato PRZEMYS?AW S?OWIK, funzionario della Commissione europea, alludendo a ciò che ha chiamato, con un gioco di parole legate alla sua professione, la “Direzione generale spiritualità”. Si tratta della cappella situata nel cuore delle Istituzioni europee, da qualche anno luogo di ritrovo in occasione della Messa domenicale per stranieri “professionisti dell’Europa”.