Quotidiani e periodici europei

Relativamente alla visita di Benedetto XVI in Brasile, Daniel Deckers sulla FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG (9/05) delinea così la situazione nel Paese: “La trasformazione del subcontinente è appena iniziata. La Chiesa cattolica non è immune da questi cambiamenti. Già negli anni Cinquanta essa perse il monopolio religioso nel corso dell’avanzamento di gruppi e sètte cristiani di provenienza nordamericana…. Miti e immagini degli anni Sessanta e Settanta, insieme all’opzione prioritaria per i poveri” e le “comunità di base”, hanno sempre caratterizzato l’idea che l’Europa si è fatta della Chiesa del Nuovo mondo. Ma queste immagini non corrispondono alla realtà complessa di una Chiesa che comincia a comprendere quanto poco sia davvero inserita nel subcontinente…. Papa Benedetto e la quinta assemblea generale del consiglio dei vescovi latinoamericani affronteranno un compito impressionante. Già Papa Giovanni Paolo II l’aveva così formulato: nuova evangelizzazione. Gli evangelici mostrano con successo ai cattolici, imprigionati nelle strutture clericali e dipendenti dal sostegno finanziario estero, come fare. Ma la Chiesa cattolica rappresenta ancora tre quarti dei latinoamericani, e molti collegano tuttora ad essa la speranza in una vita dignitosa”. Il quotidiano polacco DZIENNIK (9/05) pubblica l’opinione di un noto storico, Pawel Machcewicz, in merito alla nuova contesa tra le autorità polacche e quelle russe, riguardante i monumenti che commemorano, sul suolo polacco, i soldati dell’Armata Rossa periti durante la seconda guerra mondiale. Machcewicz sottolinea che “la Polonia si è trovata nel periodo postbellico in una situazione ben diversa da quella dell’Estonia (formalmente annessa all’Urss e sovrana solo dal 1991) dove di recente è scoppiato un simile conflitto”. “Noi (polacchi) non dovremmo oggi promuovere contro la Russia una nostra guerra dei monumenti. Tanto più, che questo porterebbe ad un conflitto non solo con le autorità della Federazione Russa, ma anche con milioni di russi per i quali la memoria dei morti durante la guerra contro la Germania nazista è tuttora santa, e costituisce l’elemento fondamentale della tradizione patriottica”. Lo storico sostiene: “Ciò non significa che non possiamo discutere sul futuro di quei pochi obelischi” ma tale discussione “dovrebbe svolgersi in modo pacato e in un altro momento”. A pochi giorni dal summit semestrale tra l’Unione europea e la Russia (17 -18 maggio a Samara, lungo il Volga), l’editoriale del quotidiano francese LE MONDE (10/05) si interroga su quale sarà l’atteggiamento del neopresidente francese Nicolas Sarkozy. “Mai come oggi, dalla caduta del muro di Berlino, le tensioni” tra Russia e Ue “sono state così forti”. A far precipitare una situazione già critica, “la decisione di Polonia e Repubblica ceca di accogliere sul proprio territorio gli scudi antimissile americani” e “il recente conflitto tra Estonia e Russia per il trasferimento di un monumento di un soldato sovietico dal centro di Tallinn alla periferia, che ha ulteriormente avvelenato i rapporti” con Bruxelles. Per l’editorialista, la reazione russa nasconde il “non aver mai veramente accettato” l’ingresso, nel 2004, “dei Paesi dell’Europa centrale ed orientale”. “L’Ue e la Russia devono negoziare il rinnovo del loro partenariato strategico” in un momento in cui “gli amici sui quali Putin poteva contare hanno lasciato il potere’uno dopo l’altro. Angela Merkel non ha per” lui “la stessa ammirazione di Gerhard Schroeder, e Nicolas Sarkozy ha promesso che non seguirà, in materia di relazioni personali con il leader del Cremlino, l’esempio di Jacques Chirac. La cancelliera tedesca e il neopresidente francese non sottovalutano il peso della Russia nel mondo, ma hanno deciso di non lasciarsi intimidire”. “Sulle questioni etiche la maggioranza dei miei colleghi al Parlamento europeo opta per un approccio pragmatico o segue semplicemente la linea di partito. E’ così che gli interessi economici riescono a prevalere sul concetto di dignità umana”. E’ la denuncia affidata ad un’intervista sul quotidiano cattolico italiano AVVENIRE (10/05) dall’eurodeputato polacco Mirolsav Mikolasik, che si è opposto alla direttiva sulle terapie geniche e cellulari approvata lo scorso 25 aprile. Nonostante “l’idea prima di tutto cristiana” che ha ispirato l’Europa, “e un testo sui valori comuni approvato lo scorso aprile… molti parlamentari si disinteressano dell’etica quando si tratta di votare su temi concreti (come la commercializzazione del corpo umano o la modificazione del patrimonio genetico per la produzione di farmaci) che mettono in gioco la vita e la dignità umana”. Per Mikolasik è urgente continuare la “battaglia per riportare l’etica a Strasburgo”; i cittadini, da parte loro, “potrebbero svolgere un ruolo molto importante” esigendo, ad esempio, “dai loro governi o dai propri rappresentanti a Strasburgo di chiedere agli organi che vigilano sulla salute pubblica di far segnalare sulle confezioni quali sono i farmaci che utilizzano cellule embrionali, e di fare leggi per escluderli dal mercato”.