Ragazzi bulgari, romeni, macedoni, italiani e spagnoli di diverse religioni e culture in campo per dimostrare che il calcio può unire. Offrire la possibilità di conoscersi, di scambiare idee, di vedere che tra persone diverse ci si può capire e si possono fare le cose insieme è stato lo scopo del torneo “Uniti dal calcio” svoltosi la settimana scorsa per la quinta volta nella città di Rakovski in Bulgaria. Un evento sostenuto dai sacerdoti cattolici del Paese che vedono nell’iniziativa un’ulteriore possibilità di dialogo e di avvicinamento per i ragazzi, ma anche per gli adulti. “Tra le diverse confessioni, erano presenti anche ragazzi musulmani – dice al Sir don Rumen Stanev, parroco della chiesa del Sant’Arcangelo Michele di Rakovski – e anche loro hanno presenziato alle messe. I ragazzi vanno d’accordo, diventano amici e così danno esempio anche ai grandi” è convinto don Stanev per il quale in questo modo il calcio – che è solo uno sport – riesce a riunire le persone perché convivano in pace ed in concordia”.