ECUMENISMO

Con nostra meraviglia

Stoccarda: esperienze in alcuni Paesi d’Europa

Il rinnovamento della società europea non è un’utopia. È già cominciato. Rispetto all’incontro del 2004, che ha lanciato il dialogo tra movimenti e nuove comunità – tra le realtà cattoliche promotrici ricordiamo i Focolari, la Comunità di Sant’Egidio , il Rinnovamento nello Spirito – la seconda edizione di “Insieme per l’Europa” (Stoccarda, 11-13 maggio) ha messo in luce le dimensioni sociali della testimonianza cristiana. “Un rinnovamento che nasca dalla relazione personale con Gesù, crocifisso e risorto, è il servizio più grande che la cristianità può rendere all’Europa moderna”, ha sottolineato il pastore evangelico-luterano Ulrich Parzany, di Pro Christ. Famiglia, città, poveri, economia, pace e giustizia: le esperienze di uomini e donne che si stanno spendendo nel loro quotidiano per costruire “l’Europa dello Spirito”, sono le vere protagoniste dell’incontro 2007. Barbara Sartori, inviata Sir a Stoccarda, ne propone alcune. ITALIA, I LABORATORI DI PACE. Vengono da Milano Maria e Gianni Salerno e i loro “Laboratori di pace”, nati dallo sgomento di un gruppo di famiglie di fronte alla tragedia dell’11 settembre. “Ci siamo chiesto cosa noi famiglie con bambini potessimo fare – spiegano -. Partiamo da quel abbiamo: la volontà di costruire rapporti di pace nelle nostre famiglie e con tutti”. Si formano così, con alcuni amici che condividono gli stessi ideali, i “laboratori”: momenti di approfondimento della Parola di Dio, ma anche occasioni per realizzare iniziative concrete per portare il messaggi di fraternità laddove si vive. “La prima volta eravamo in 50, di cui 20 bambini. Abbiamo fatto biglietti d’auguri natalizi, dipinto calchi di gesso e colombine con la scritta ‘Costruiamo la Pace’ – raccontano -. Poi siamo cresciuti, sia di numero che di prodotti. Tanti cittadini si sono accorti di noi e ci sostengono. Con nostra meraviglia, una catena di supermercati ha scelto le nostre colombine come dono di Natale per i dipendenti. I fondi servono a finanziare attività di solidarietà in Africa”. SVIZZERA, CI SONO ANCHE I POVERI . Mairus Buhlmann, di Berna, appartiene al movimento evangelico Vineyard. “Il nostro fondatore, John Wimbel, diceva che per essere membro di Vineyard bisogna amare i poveri. Ma io pensavo: noi viviamo in Svizzera, qui i poveri non ci sono! Nella Bibbia leggevo che ci sono alcuni gruppi di persone che Dio protegge in modo particolare: le vedove, gli orfani, i poveri in senso materiale e gli stranieri. Allora ho provato ad aprire gli occhi e ho visto: nella nostra chiesa venivano alcuni giovani profughi africani. Ho deciso di andare a conoscerli”. È nata così un’amicizia che ha prodotto iniziative concrete. “Facciamo corsi di cucito e di tedesco ad altri immigrati, distribuiamo alimenti e vestiti. Alcuni di loro, trasferitisi in altri Paesi, hanno continuato. Così la solidarietà si allarga”. GERMANIA: “INSIEME PER BERLINO”. Henriette von Wuffen fa parte di un gruppo di volontari di diverse confessioni cristiane, che due anni fa hanno voluto mettersi in rete, fondando l’Agenzia ecumenica “Insieme per Berlino”. Il motto scelto è “Avanti, volontari! Cambiamo insieme la faccia della nostra città”. “Desideriamo aiutare i cristiani ad essere, secondo il Vangelo, sale e luce, e, attingendo alla sorgente dell’amore di Dio, a vivere concretamente l’amore per il prossimo. Valutando i doni, i desideri e le possibilità di ciascuno, li consigliamo e li indirizziamo al volontariato nelle istituzioni sociali, dalle visite agli anziani fino al lavoro con i senza tetto o i profughi. Si può naturalmente trovare un posto per fare volontariato anche senza passare per una agenzia – commenta Henriette -, ma ci siamo resi contro che il nostro lavoro incoraggia le persone ad impegnarsi per gli altri”. ALBANIA: UN FUTURO PER I GIOVANI. Klodian Kojaski è un giovane albanese del movimento ortodosso “Figli della luce”, nato nel 1991 a Scutari come segno di speranza in un Paese allo sbando, che vedeva i suoi giovani emigrare e tanti altri girare per le strade, senza un mestiere e senza un futuro. “Questo era lo scenario con cui convivevo ogni giorno, quando ero studente di legge. Ci incontravamo con altri giovani a Scutari, nella piccola chiesa di legno della parrocchia. L’unione e il sentirsi parte del corpo di Cristo attraverso l’amicizia, la crescita della conoscenza di Dio e della Chiesa attraverso il servizio sono i valori del nostro movimento. L’amore al prossimo deve concretizzarsi in azioni della vita quotidiana”. Grazie all’aiuto di un consorzio di cooperative sociali di Pisa, Klodian ed i suoi amici danno vita al progetto “La Bottega”, per permettere ai giovani albanesi di acquisire delle competenze e trovare lavoro. “La vera sfida – racconta – è stata aiutarli ad amare quello che fanno e a considerarlo importante. Sembrava impossibile, ma oggi, quando incontro questi ragazzi che erano arrabbiati con il mondo e con la vita ringrazio il Signore di avermi donato di vivere questa scommessa”.