CAMPANIA
Malgrado l’approvazione a marzo di una legge sui rifiuti
In Campania nuovamente strade piene di immondizia, la raccolta ancora ferma e numerosi roghi: aumenta così l’allarme diossina e, con l’arrivo del caldo, il rischio di epidemie. “La situazione è tragica”, ammette il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, mente il sindaco di Frattamaggiore, Francesco Russo annuncia di voler “chiudere la città”, cioè le scuole, le banche, gli uffici. Intanto, il Governo ha respinto le dimissioni del commissario straordinario ai rifiuti, Guido Bertolaso, rese per contrasti sulla discarica regionale di Serre con il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. La nuova emergenza ha richiesto anche l’intervento di Palazzo Chigi che ha adottato un decreto nel quale ha individuato dei siti per le discariche provinciali. E tutto ciò avviene malgrado il Consiglio regionale della Campania abbia approvato, il 15 marzo scorso, proprio per uscire dall’emergenza (dal 1994 c’è un commissario straordinario ai rifiuti, ndr) la legge “Norme in materia di gestione, trasformazione, riutilizzo dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”. Malattia sociale. “Questi cumuli di immondizia a cielo aperto in Campania, al di là di questa emergenza che dura da anni, sono un sintomo non solo dell’inefficienza della politica, ma anche della società civile”. Così si esprime padre Domenico Pizzuti, sociologo gesuita di Napoli, per il quale “le colpe, dunque, non sono da attribuire solo alle autorità preposte, perché l’aspetto gravissimo dell’emergenza rifiuti è che si tratta di un degrado di tutta la società, incapace di gestire i problemi primari: a questa malattia sociale contribuiscono l’inefficienza della pubblica amministrazione, il localismo e particolarismi di persone e città, la cattiva informazione, l’ideologizzazione, lo zampino della camorra”. Anche la Chiesa “non deve cavalcare imprudentemente la protesta, anche se giustamente si fa carico dell’esigenza della tutela e del rispetto del territorio e della salute della gente”. Comunque, se “il male è frutto di tutta la società”, certo “le corresponsabilità sono diversamente ripartite”. Questioni intrecciate. Un altro problema, a giudizio di padre Pizzuti, è che “la metodologia di coinvolgimento e di partecipazione delle comunità locali non è stata attuata all’inizio della crisi”, al contrario di quanto avvenuto in altre Regioni. Un grave “vulnus” è anche l’eccessivo localismo per cui “nessuno vuole i rifiuti”. “All’inizio – osserva il religioso – probabilmente non sono state trovate soluzioni adeguate che rispettassero le varie realtà e distribuissero equamente i rifiuti. Poi c’è una cattiva conoscenza delle tecnologie che permettono di incenerire e lavorare i rifiuti, assicurando la salute dei cittadini e il benessere del territorio”.Inoltre, in Campania “la situazione si è aggravata perché sono giunti illegalmente molti rifiuti tossici”. Per uscire dall’emergenza – continua – “mi sembra una buona direzione il decreto governativo che assegna ad ogni Provincia la gestione dei rifiuti e la costruzione di inceneritori, da realizzare con moderne tecnologie”. Un altro elemento, chiarisce il religioso, è “l’educazione etica della popolazione sul tema rifiuti, invogliando a non gettare i rifiuti per la strada, a fare la differenziata, a stili di vita più sobri, anche se in Campania non produciamo più rifiuti che in altre regioni”. Soluzione non rinviabile. Nell’attuale crisi un aspetto determinante lo ha assunto anche il braccio di ferro tra Bertolaso e Pecoraro Scanio sull’individuazione della discarica regionale nel salernitano. “È un dato positivo che il Governo abbia spostato il sito della discarica di Serre da Valle Masseria a Macchia Soprana. Le forze politiche centrali hanno fatto marcia indietro non tanto per le proteste della popolazione, ma perché hanno dimostrato di ascoltare un movimento di opinione più ampio, che comprende intellettuali, esperti, oncologi, ambientalisti”. Questa l’opinione di Pasquale Giustiniani, membro della Commissione giustizia, pace e salvaguardia del creato della Conferenza episcopale campana, per il quale “l’opinione pubblica ha mostrato di non rifiutare l’apertura di nuovi siti di stoccaggio, ma che non si può non tener conto di situazioni incancrenite in alcuni luoghi e che è necessario operare in modo corale”.Quello che proprio non va, a giudizio di Giustiniani, è che, “malgrado sia stata approvata una legge sui rifiuti dal Consiglio regionale della Campania a marzo 2007”, “non si riesca ad uscire dalla straordinarietà perché manca la volontà di invertire la tendenza, a prescindere dal colore politico di chi va al potere”. Da più parti ci si chiede perché in tanti anni non si sia mai risolto il problema… “Effettivamente – dichiara Luigi Fusco Girard, presidente del Meic campano ed esperto di problemi ambientali – c’è qualcuno che trae vantaggi dalla continua emergenza. Il ciclo dei rifiuti, purtroppo, sta in mano ad un’economia illegale, che fomenta questa conflittualità, giocando sulla scarsa consapevolezza delle persone e sull’improvvisazione della pubblica amministrazione”. Per risolvere il problema “ora il Governo sta concentrando gli sforzi che dobbiamo appoggiare in nome dell’efficienza perché non possiamo trasferire più nel tempo la soluzione dell’emergenza”.a cura di Gigliola Alfaro(23 maggio 2007)