UNIONE EUROPEA

Valori universali

I leader religiosi incontrano i vertici europei

“Né la prossimità geografica né una storia condivisa sono sufficienti a cementare in modo duraturo una unione di Stati e di popoli. Sono i valori universali, che fanno parte del nostro patrimonio comune, a giocare ruoli decisivi nel processo di integrazione tra gli Stati membri dell’Ue e tra i loro cittadini”. JOSÉ MANUEL BARROSO , presidente della Commissione, ha svolto il ruolo di “padrone di casa” durante l’incontro svoltosi il 15 maggio Bruxelles tra i rappresentanti delle istituzioni comunitarie e una ventina di esponenti delle religioni monoteiste. INCONTRO AD ALTO LIVELLO. Al palazzo Berlaymont, sede della Commissione, accanto a Barroso sedevano Angela Merkel, cancelliera tedesca e presidente di turno del Consiglio Ue e Hans-Gert Poettering, presidente del Parlamento dei 27. Fra le personalità delle Chiese, il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, il cardinale Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, mons. Adrianus van Luyn, presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea). Ai colloqui hanno preso parte rappresentanti della chiesa ortodossa, luterana, anglicana, evangelica; il pastore Jean-Arnold de Clermont, presidente della Conferenza delle chiese europee; rabbini della comunità ebraica; diversi esponenti delle comunità musulmane. COSTITUZIONE E VALORI COMUNI. Numerosi i temi affrontati durante i colloqui, con la volontà di rispondere ad alcune domande di fondo: quale ruolo le religioni e le comunità credenti posso svolgere per un’Europa fondata sulla dignità umana? Come promuovere i valori comuni al di là delle frontiere del continente? Tramite tali principi, è possibile intensificare il dialogo tra le culture e le fedi religiose? ANGELA MERKEL , presidente di turno dell’Unione, ha commentato in proposito: “Noi europei abbiamo la responsabilità di favorire la tolleranza e aiutare gli altri ad esserlo. Ci sono volute centinaia d’anni per imparare la lezione. È per questo che abbiamo la convinzione profonda che l’intolleranza non può essere tollerata”. E riguardo la possibilità di inserire la parola “Dio” nel nuovo Trattato costituzionale, quale riferimento storico e spirituale, la Merkel ha puntualizzato: “Personalmente mi piacerebbe questo riferimento, ma come presidente in esercizio dell’Unione europea ritengo ci siano poche possibilità. Nella bozza di costituzione esiste già un importante riferimento alle chiese (il riferimento è all’art. 52 sul dialogo strutturato tra Ue e comunità religiose – ndr.): sfortunatamente non posso garantire di più”. La presidente non ha nemmeno negato che mentre “siamo stati tutti d’accordo sull’inviolabilità della dignità umana”, “esistono differenti visioni rispetto alle sue implicazioni pratiche”. MIGRAZIONI E PAESI POVERI. Da parte sua, il presidente del Parlamento HANS-GERT POETTERING ha affermato: “La tolleranza, uno dei valori centrali dell’Ue, è il fondamento del dialogo tra culture e religioni. Il rispetto reciproco che si fonda sulla dignità umana è un valore condiviso”. Sul tema delle migrazioni, sollevato in alcuni interventi, il politico tedesco ha spiegato: “Sappiamo di persone che muoiono per raggiungere l’Europa. Per prevenire queste situazioni e preservare la vita umana, dobbiamo aiutare i paesi da dove provengono” sul piano dello sviluppo economico e della democrazia. Poettering invoca quindi “un dialogo permanente e strutturato tra le istituzioni Ue e le chiese europee”, “dopo questo fruttuoso appuntamento”. VAN LUYN: “CLIMA POSITIVO”. Al Berlaymont, stando alle testimonianze dei partecipanti, s’è discusso anche di altro: il proseguimento dell’iter costituzionale; la difesa dei diritti fondamentali e delle libertà individuali e sociali; il processo di allargamento; lo sviluppo economico e la coesione sociale; i rapporti tra ricerca scientifica ed evidenze etiche; il ruolo dell’Ue nel mondo, con riferimenti specifici alle situazione di conflitto e alle regioni più povere, per assicurare fondi per la cooperazione e aiuti umanitari. Quello svoltosi la scorsa settimana era il primo appuntamento cui partecipavano, oltre al presidente della Commissione, anche il presidente di turno del Consiglio Ue e quello dell’Europarlamento. “Abbiamo rilevato un clima positivo, favorevole al dialogo, di reciproca attenzione”, spiega al Sir mons. ADRIANUS VAN LUYN , presidente della Comece. “Certamente il tema della tutela dei diritti umani è stato più volte sottolineato – puntualizza il vescovo di Rotterdam -. Io stesso ho ricordato come la dignità umana vada messa al primo posto. Ugualmente ribaditi i temi del rispetto della vita, dal concepimento alla morte naturale e il sostegno che occorre portare ai paesi più poveri”. Van Luyn auspica “altri e più numerosi momenti di questo tipo”, che “sono essenziali per un rapporto costante e schietto tra l’Ue e le comunità religiose presenti in Europa”.