Politica estera, tariffe telefoniche, diritti umani e agricoltura
Nel giorno in cui il Parlamento di Strasburgo rinnova la richiesta di approvare la Costituzione europea “entro il 2008”, da Bruxelles intervengono il presidente della Commissione José Manuel Barroso e il presidente francese Nicholas Sarkozy per invocare “un trattato semplificato, più breve e più compatto”. La sessione plenaria dell’Europarlamento svoltasi dal 21 al 24 maggio, ha affrontato diversi argomenti di diretto interesse per i cittadini: un regolamento che “rafforza gli strumenti finanziari esistenti nel settore delle reti transeuropee di trasporto e dell’energia”; una relazione che si occupa della mobilità dei pazienti (“malati e medici hanno pienamente diritto, rispettivamente, a farsi curare e a esercitare la professione in un altro Stato membro”); un programma (Daphne III) per contrastare la violenza su donne e bambini. SÌ AL MINISTRO DEGLI ESTERI UE. Mercoledì è tornato all’esame dell’aula, dopo il fallito vertice Ue-Russia del 18 maggio, il tema della politica estera e di sicurezza comune (Pesc). I deputati hanno approvato a larghissima maggioranza la relazione firmata dal deputato tedesco ELMAR BROK che auspica l’adozione della Costituzione entro il prossimo anno, comprendente la creazione della figura del ministro degli esteri unico, “per dare maggiore efficacia e coerenza alla Pesc”. Brok sollecita inoltre “il coordinamento con gli Stati membri che fanno parte del Consiglio di sicurezza Onu” e una decisione sul seggio unico Ue al Palazzo di vetro di New York. “Occorre poi dare priorità ai settori che rispondono alle aspettative dei cittadini” e “modificare il sistema di finanziamento della stessa politica estera comune”. Nel documento sulla Pesc, si ritiene che, “senza l’introduzione del voto a maggioranza qualificata sulle questioni di politica estera”, previsto dalla Costituzione, “verranno profondamente compromesse la coerenza, l’efficacia e la visibilità dell’azione esterna dell’Unione”. Ma la conferenza stampa tenuta proprio mercoledì sera da Barroso e Sarkozy, dopo un faccia a faccia in vista del summit del 21 e 22 giugno, ha gelato gli eurodeputati. ROAMING: TELEFONATE MENO CARE. Fra i temi più attesi della sessione di questa settimana spiccava la definizione della cosiddetta “eurotariffa” per le chiamate internazionali con telefoni mobili, che ha ottenuto il via libera dell’Aula e potrebbe entrare in vigore prima dell’estate. Il provvedimento era ritenuto essenziale in sede Ue per accrescere la competitività del sistema economico e tutelare i consumatori. Il relatore, il deputato austriaco PAUL RÜBIG , si è detto convinto che una “rapida adozione del regolamento è necessaria per permettere ai cittadini di beneficiarne nel corso delle prossime vacanze estive”. JOACHIM WUERRMELING , in nome della presidenza tedesca Ue, ha assicurato al Parlamento che “il Consiglio farà ogni sforzo” in questa direzione. L’accordo raggiunto prevede che la tariffa al dettaglio per il roaming, Iva esclusa, sarà di 0,49 euro al minuto per le chiamate effettuate e 0,24 euro al minuto per quelle ricevute. Inoltre le tariffe decresceranno ulteriormente di 3 centesimi l’anno per i prossimi due anni. PREVENIRE LA VIOLENZA SU DONNE E MINORI. “Contribuire alla prevenzione e alla lotta contro tutte le forme di violenza che si verificano nella sfera pubblica o privata contro i bambini, i giovani e le donne”: è questo l’obiettivo principale del nuovo programma comunitario Daphne III esplicitato nella relazione stesa dalla deputata tedesca LISSY GRÖNER , approvata dall’Emiciclo dopo un serrato dibattito. Tra le forme di violenza che il programma intende contrastare, “adottando misure di prevenzione e fornendo sostegno e protezione alle vittime e ai gruppi a rischio”, compaiono anche “lo sfruttamento sessuale e la tratta degli esseri umani”. La posizione della relatrice realizza un compromesso con quella espressa dal Consiglio. Le azioni proposte, valide fino al 2013, riceveranno una dotazione di 116 milioni di euro per sette anni. Gli scopi di Daphne III, attraverso “una sensibilizzazione diffusa nell’Ue”, mirano a “promuovere una politica di tolleranza zero nei confronti della violenza” e a “incoraggiare l’assistenza alle vittime e la denuncia degli episodi di violenza alle autorità competenti”. SOSTENERE LE PRODUZIONI AGRICOLE “BIO”. L’Europarlamento ha infine preso posizione a favore dei prodotti biologici e dei sistemi di produzione agricola naturali, contrastando la diffusione di organismi geneticamente modificati. Ciò grazie al semaforo verde scattato per la relazione della deputata francese MARIE-HÉLÈNE AUBERT . In particolare l’Assemblea chiede a Commissione e Consiglio di varare una normativa più severa verso tali coltivazioni, per evitare contaminazioni da ogm, la cui presenza “accidentale” e “inevitabile” non dovrebbe superare lo 0,1%. Vengono inoltre sollecitate maggiori attenzioni alle varietà locali, “l’indicazione del luogo d’origine in etichetta e una vigilanza rafforzata” a tutela dei cittadini.